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Alla Scuola Dante di Casale (AL) hanno apprezzato i miei robot

E’ stato bellissimo essere invitata alla Scuola Dante di Casale Monferrato (AL) dove i miei robot ed il mio intervento sono stati molto apprezzati.

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

Mi aspettavo un po’ il classico intervento in cui racconto un po’ la mia esperienza e mi fanno un po’ di domande, è stata invece un’esperienza completamente nuova e particolare. Non mi sembrava nemmeno di essere una scuola pubblica e invece la Scuola Dante lo è.

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Inaugurazione dell’aula multimediale

Non solo uno spazio coinvolgente con mille ragazzi delle medie disposti ad essere a scuola il sabato pomeriggio, accompagnati dai loro genitori che hanno preso parte con interesse all’evento, ma oltre all’auditorium centrale dove sono state fatte le presentazioni iniziali, anche tutte le aule contrassegnate da lavori  disegni di ogni genere che accoglievano i partecipanti ai diversi laboratori.

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Alla #scuola Dante di Casale Monferrato (AL) i miei #robot tra tanti ragazzi curiosi ed interessati. Condividi il Tweet

Uno spazio realizzato a misura di ragazzo in cui l’occasione per dar vita ad un evento di grande portata è stata l’inaugurazione dell’atelier creativo e dell’aula multimediale della Scuola Dante.

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Ragazzi partecipi ed insegnanti coinvolgenti

E’ stato stupefacente vedere dei ragazzi così competenti, interessati e partecipi ai loro progetti, mettere alla prova i loro genitori che con curiosità si mettevano in gioco e testavano i componenti, imparavano le basi di Arduino grazie ad un insegnante che si è messo a spiegare come funziona un theramin, provavano Scratch, AutoCad, rendevano interattiva la grammatica attraverso dei giochi,…

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Vi assicuro che non mi sembrava proprio di essere in una scuola pubblica di una realtà relativamente piccola come Casale Monferrato.

In questo contesto così stimolante ho avuto l’onore di essere speaker e di tenere un laboratorio.

Tutti gli studenti della Scuola Dante erano stati preparati all’evento, mi conoscevano già e si erano già informati sulla mia storia e su quello che faccio online.

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Lapo, un ragazzo dei miei corsi, mi ha anche aiutato col laboratorio.

Robot e stampanti 3D a disposizione dei ragazzi

Pensate che grazie a questo bando la scuola è riuscita anche ad acquistare computer, robot e persino una stampante 3D. Motore di tutto questo sono la Dirigente ed un’insegnante, Giulia, animatore digitale, che cercano di portare in classe la tecnologia per dare nuove opportunità al passo con i tempi ai ragazzi.

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Insieme cercano di contagiare i colleghi e spingere anche i più restii ad avventurarsi nel mondo tecnologico e robotico.

E’ stato un piacere parlare con la Dirigente della Scuola Dante, così aperta alla tecnologia anche se non la comprende fino in fondo.

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I miei laboratori consistevano in una dimostrazione di robot e nel provare la realtà aumentata, virtuale e mixata attraverso il visore nel quale si inserisce il cellulare.

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I ragazzi potevano cimentarsi con dinosauri che comparivano nella stanza, avevano la possibilità di immergersi in mondi assurdi, potevano salire sulle montagne russe, andare nello spazio o in mezzo ai pinguini.

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E’ stata una bellissima esperienza per me, per i ragazzi e gli insegnanti erano molto contenti. La cosa più bella dell’aver impegnato in maniera costruttiva questa giornata, con tante possibilità di sviluppi futuri.

Stay Tuned, ne sentirete parlare presto!

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

 

Speaker al 1° Meeting Docenti Puglia

Un po’ per caso vengo aggiunta ad un gruppo Facebook uno dei tanti, questo ha come titolo ‘1° meeting docenti in Puglia’.

Mi chiedo cosa ci faccio qui, ma resto per le tante persone interessanti che, all’interno della scuola, ho conosciuto in Puglia.

1° meeting docenti puglia valeria cagnina, salvatore giuliano, piersoft

All’interno del gruppo si discute di tante cose interessanti a sfondo innovazione.

Il 1° Meeting Docenti Puglia prende forma

Un bel giorno si stabilisce la data del 1° Meeting Docenti Puglia, si aprono le call tra i docenti come relatori e, come si suol dire, ridendo e scherzando, si aprono le iscrizioni al pubblico su eventbrite anche per il mio intervento.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Ogni intervento viene confermato solo se avrà un numero minimo di iscritti. I relatori sono tanti e di alto livello, comincio a pensare che in pochi si iscriveranno al mio: ho 16 anni e in Puglia non mi conosce praticamente nessuno.

Invece in men che non si dica faccio il “tutto esaurito” al 1° Meeting Docenti Puglia.

Così eccomi qui a preparare lo speech per raccontare della mia scuola, della mia idea di education e della filosofia della mia scuola.

Arriva il grande giorno, partiamo il venerdì da Alessandria in auto e sabato mattina siamo al meeting.

Il mio intervento al #meetingdocentipuglia a Francavilla Fontana. Condividi il Tweet

Il mattino è dedicato ai dirigenti, inutile dire che Salvatore Giuliano è da sempre il mio ideale di scuola pubblica, anche se è l’unico in Italia a fare cose davvero eccezionali.

Salvatore Giuliano è uno dei sostenitori

Per chi non lo sapesse… Salvatore Giuliano è preside del Majorana di Brindisi, una scuola superiore all’avanguardia in cui vi è un concetto di scuola pubblica completamente diverso da quello di tutte le altre scuole d’Italia a cui siamo abituati. Pensate che come ultima innovazione ha portato in aula la realtà virtuale e la realtà aumentata per far imparare le materie scientifiche!

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Prima che la giornata del1° Meeting Docenti Puglia abbia inizio scambiamo due parole con lui che ci racconta di come ora si sia buttato nella realizzazione del Campus. Un vero visionario!

I ragazzi vivranno là, ne hanno già tantissimi provenienti da tutta Italia, e saranno presenti attività a 360 gradi, tutti i giorni e tutto il giorno. La scuola come ambizioso punto di riferimento per molti ragazzi.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

La scuola di Salvatore è pubblica e lui è un visionario che la sta rivoluzionando per mettere al centro i ragazzi.

Inizia il meeting e dopo diversi discorsi istituzionali è il turno di Salvatore.

Soft skill e innovazione

Racconta di Soft Skill, della capacità di lavorare in gruppo richiesta dal mondo del lavoro, dei lavori che non sono ancora stati inventati e di molto molto altro, per poi concludere dicendo che ora non servono più riforme dall’alto e non bisogna aspettarle.

La scuola ora va trasformata dal basso cambiando il ‘come’ insegnare prima ancora del cosa.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Sembra impossibile sentir dire queste cose in una scuola pubblica!

Tanti amici si re-incontrano in questa giornata e al pomeriggio arriva il mio turno!

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Il mio intervento davanti a tanti insegnanti

Racconto di quello che ho fatto, della mia scuola, di come si possa insegnare in modo diverso e faccio toccare con mano ai tanti docenti intervenuti che si erano iscritti, di come la robotica sia semplice e alla portata di tutti.

Dopo forse il primo smarrimento iniziale nel trovarsi davanti una sedicenne e forse anche un po’ di reticenza nei loro pensieri, devo dire che sono stati tutti molto attenti, erano interessati e mi hanno fatto tantissime domande. Alcuni di loro sono poi venuti apposta al mio stand alla Maker Faire a Roma per salutarmi e farmi ancora i complimenti! Una grande soddisfazione.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Spero di essere riuscita ad ispirare altri insegnanti ad avventurarsi in questo mondo.

D’altronde già il fatto che così tanti insegnanti fossero presenti al meeting organizzato dal basso ed esternamente alla scuola è sicuramente un ottimo risultato.

Un modello di confronto e discussione che vale sicuramente la pena replicare altrove.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Che dici Piersoft (il bravissimo ideatore della giornata, se non lo conoscete sbirciate il suo sito e cercatelo in rete!), esportiamo in tutta Italia il 1° Meeting Docenti Puglia? 😉

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Giochiamo con la scienza… e inauguriamo la mia aula!

Il mio evento ‘Giochiamo con la scienza‘, ideato cercando di mettere al centro bambin* e ragazz*, secondo la filosofia della mia scuola, ha riscosso un ottimo successo, sia la domenica pomeriggio quando si è svolto in occasione dell’inaugurazione della mia aula nuova, sia nei giorni successivi online e offline.

giochiamo con la scienza valeria cagnina alessandria

Ma andiamo con ordine.

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Gli ambienti sono importanti per l’apprendimento

Dei miei corsi ormai sapete tutto, delle mie passioni anche, la mia aula nuova è stata però l’occasione per far vedere anche ai genitori ed a tutti coloro che hanno partecipato, quanto gli ambienti siano importanti per un apprendimento piacevole e divertente.

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Ecco che in questa aula trovano posto moquette, tappeti e grandi cuscini, ma nessun banco.

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I colori rappresentano il mondo di bambin* e ragazz*, le scritte motivazionali sono rigorosamente in inglese (anche nel bagno) per ricordare loro continuamente che devono imparare la lingua inglese molto bene e saperla come l’italiano, oggi è assolutamente d’obbligo per qualsiasi professione.

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Tre enormi lavagne a parete, con pennarelli colorati sempre disponibili, servono per il brain storming, un grande robot luminoso ispira una delle materie principali che si svolgono qui, ma non l’unica e poi naturalmente un grande video che si utilizza per la didattica.

giochiamo con la scienza valeria cagnina alessandria

A soffitto uno scorcio di cielo luminoso che a guardarlo sembra quasi catapultarci nella natura.

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Gli ambienti parlano di noi e questa aula racconta in ogni angolo la mia filosofia di scuola che cerco di spiegare in questo video.

Ma cosa è stato esattamente questo evento ‘Giochiamo con la scienza‘?

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Giochiamo con la scienza

Il racconto della giornata lo potete trovare direttamente sul blog dell’AGI dove scrivo nella sezione Millennials, che vi consiglio di leggere prima di proseguire la lettura di questo post.

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Qui vorrei invece raccontarvi di tutte le nuove idee che mi sono venute in seguito alla riuscita dell’evento e ai tantissimi contatti che ho ricevuto.

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Innanzitutto sto cercando qualcuno che mi aiuti nella zona di Alessandria, qualcuno interessato ad abbracciare la mia filosofia di scuola, che abbia la passione per l’educazione e a cui piaccia stare coi bambini.

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Poi ho tanti sogni e progetti futuri.

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Progetti futuri

I bambini ed i ragazzi delle grandi città hanno molte opportunità, sia in ambito tech e robotico, che in fatto di scuole diverse.

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Io vorrei dare l’opportunità di apprendere divertendosi anche ai bambin* e ragazz* che vivono nelle città di provincia come la mia.

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Far capire a loro ed ai loro genitori, come l’apprendimento possa essere divertente ed interessante, far toccare con mano quello che ho avuto la fortuna di imparare a Boston: che il divertimento deve sempre essere il motore di tutto.

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La passione può spingere ognuno di noi a raggiungere vette inimmaginabili.

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Ma come far scoprire ai ragazzi la passione?

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Ritengo che la strada sia una sola: educare alla curiosità, a porsi delle domande, ad esplorare nuovi campi.

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Dobbiamo cercare di far provare e sperimentare ai ragazzi quanti più campi possibili, anche quelli che non sono minimamente nelle corde dei genitori o che ritengono senza futuro.

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Ricordiamoci sempre che quasi tutti i lavori e le professioni che i bambini ed i ragazzi andranno a fare nella loro vita lavorativa, oggi non sono ancora state inventate.

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Non possiamo quindi certo essere noi ad indicare per quali strade passerà il loro lavoro.

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Possiamo solo fornire quante più skill possibili perché sappiano affrontare da soli le scelte che la vita porrà loro davanti.

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Ma possiamo trasmettere loro, a differenza di quello che troppo spesso capita oggi nel mondo del lavoro, che essere contenti e amare ciò che si fa è la chiave del successo e della soddisfazione personale.

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Fai ciò che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita!

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Un caffè con… Stefano Scabbio incontra Pietro Guindani

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute.

Una mattinata passata a Milano ad imparare ascoltando persone che hanno davvero molto da dire.

L’evento è organizzato da Human Age Institute, la fondazione di ManPower Group, di cui sono Talent Ambassador.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Pietro Guindani incontra Stefano Scabbio

Appena arrivata ho avuto modo di conoscere ed essere presentata a tante persone diverse, tra cui l’ospite della mattinata. Figuratevi il mio stupore quando mi ha detto che si ricordava di me per avermi sentito parlare a Venaria all’Italian Digital Day, quando avevo raccontato del mondo che vorrei e dei legami che la rete crea. Era rimasto molto stupito da me e dal mio intervento. Che onore!

Pietro Guindani è una persona molto interessante e ha dato infiniti spunti su cui riflettere. Impossibile elencarli tutti, ma provo ad inserirne qualcuno tra quelli che più mi hanno colpito, anche se estrapolati dal contesto e dalla discussione non possono certo avere lo stesso significato.

Diciamo che li ho elencati qui per due motivi principali: il primo è una sorta di memo per me e il secondo è per far venire voglia a qualche ragazz* che legge, di uscire dai propri ambienti e dalla propria zona di comfort e andare a curiosare nel mondo del lavoro.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Azienda, Tecnologia e mercati

Per riuscire a far evolvere un’azienda bisogna essere umili e mettersi in gioco per imparare, anche dai più giovani. E non è così scontato.

Pietro Guindani è convinto che la potenza della tecnologia provochi un entusiasmo senza limite, perché ormai il limite è solo la nostra capacità di avere idee, trasformarle ed applicarle. Viviamo in un mondo dove le barriere cadono e la smaterializzazione rende in qualche modo l’uomo onnisciente.

Dobbiamo vivere con ottimismo la tecnologia e comunicarla come tale.

La mobilità dà un potere straordinario al consumatore e guida i successi dell’azienda, ad esempio con le recensioni. Solo l’attenzione maniacale verso il cliente può essere vincente in un mondo in cui quello che era il mercato adiacente visto come sbocco, diventa oggi quello che pressa e conquista fette di mercato.

Le aziende oggi devono essere sistemi aperti. Se si vuole essere soddisfacenti per il cliente si deve essere ricchi all’interno di diversità culturali. Nessuna cultura omologante. Altrimenti in un attimo si viene sostituiti da organizzazioni più aperte.

L’attenzione al cliente si riassume in una marca che dà l’idea del Brand.

Focalizzando l’importanza del dato, dei big data si è visto come oggi il dato è l’unità elementare.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Leadership

La leadership è un argomento importante per Pietro Guindani. Il leader oggi deve essere un leader di competenze. Non esiste più il vecchio potere di comando e controllo. Avere un’idea e trasferirla, motivare le persone a realizzarla dando il meglio. Essere misurati ogni giorno dagli azionisti e lasciar lavorare gli altri è la tensione dei leader. L’azionista spesso arriva prima ed è più avanti degli altri perché è toccato nel portafogli.

Ci sono poi aspetti trasversali come il fatto che la tecnologia mette in crisi il legislatore perché abbatte le frontiere.

Il leader deve avere un atteggiamento di ascolto verso le persone che portano skill diverse e creare ambienti di lavoro che permettano a queste energie di liberarsi.

Guardare ogni fase della gestione della persone ed incarnare la propensione al cambiamento: flexibikity e agility devono essere le parole d’ordine in qualunque realtà.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Recruiting

Il recruiting oggi è a due vie: non è più solo un ‘io azienda scelgo il candidato’.

Oggi le persone sanno di noi aziende, più di quanto sappiamo di noi stessi, perché raccolgono feedback infiniti nelle rete sociali.

L’intelligenza sociale permette ai più bravi di sapere tutto e quindi hanno maggiori possibilità di scelta. I più bravi scelgono. Quindi le aziende devono creare un grande bacino di recruiting ed essere attrattive. Le tante posizioni aperte ogni anno passano dalla misurazione quantitativa dei comportamenti delle persone tramite strumenti digitali di testing. Il colloquio non è più il punto di partenza.

Si trasforma il mondo del lavoro e ogni azienda deve tendere ad una trasformazione continua dei propri talenti, formandoli costantemente, per avere la forza di restare sul mercato. E’ un re-skilling continuo perché non sappiamo quali saranno le skill utili domani.

Questo aspetto del continuos learning è la grande differenza rispetto al mondo di ieri. Devi però poi permettere a colui che studia di mettere in pratica quello che ha studiato e dare valore all’azienda.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Scuola

Il problema della scuola è un problema molto sentito dalle Aziende. Si è cercato di analizzare le ‘colpe’ dal punto di vista delle aziende, identificate nel fatto che troppo spesso lasciano a margine e non si occupano di questo aspetto.

Avete già visto il video sulla mia idea di scuola?

PIetro Guindani e Stefano Scabbio hanno parlato di quanto la scuola sia scollata dal mondo aziendale e di quanto sia necessario un cambio radicale dell’educazione fin dai bambini più piccoli. Il problema poi è soprattutto alle superiori, quando i gradi di libertà degli studenti sono ancora pochi.

Nella scuola oggi, in generale, non ci sono messaggi di opportunità. Ci vorranno almeno 10-15 anni per avere un sistema educativo concorrenziale ed adeguato.

La mia domanda è stata: se foste oggi manager della scuola, non di una scuola di Milano, ma di una piccola scuola normale di provincia dove il 50% dei termini utilizzati qui questa mattina non vengono neppure capiti. Cosa fareste?

Sicuramente, parlare, parlare, parlare. Spiegare ed avere fiducia nella propria capacità di convincimento. Non c’è nessuna alternativa al contagio. Si sposa una causa, si ha una visione e si coglie l’opportunità.

La digitalizzazione è un fuoco acceso sotto la società. Non ci può essere obbedienza ma solo adesione per via della passione. Le reti si sviluppano sotto terra come l’aratro che lavora sotto terra. Forse a volte non parliamo abbastanza con entusiasmo del mondo delle tecnologie.

Mostrerei storie di successo, che farcela è possibile, diminuirei il gap scuola azienda e selezionerei gli insegnanti. Qualcuno resterà indietro. E’ sempre stato così nelle grandi rivoluzioni. E’ inevitabile. Ma andranno avanti i migliori ed i più motivati.

Coloro che difendono il ruolo lo perderanno perché verranno travolti dal cambiamento. Il cambiamento va iniettato poco alla volta, anche ai vertici.

Una risposta molto drastica ma secondo me efficace. La scuola ha bisogno di una svolta!

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Sogno, realtà ed etica

Molto bella la frase di attaccare l’aratro ad una stella. Il senso è quello di coniugare realtà e sogno.

C’è un concetto di moralità, generosità ed altruismo che deve essere sempre portato nella propria performance aziendale, lavorativa e di vita.

Noi dobbiamo essere capaci di un livello di educazione superiore alla media a 360 gradi. Questa, e solo questa, sarà la chiave vincente per i giovani.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria

Un’altra delle mie avventure cominciata nel modo più normale… ricevendo una telefonata.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

A Losanna come mentor in un summer camp

In maniera molto semplice due domande dirette: sei libera la prossima settimana? Vuoi venire a fare da mentor a Losanna in un summer camp sull’imprenditoria qui in Svizzera? Felicissima rispondo: certo!

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

In pochissimo tempo mi arrivano tutti i dettagli: contratti da firmare, condizioni economiche (che in Svizzera sono da urlo!), documenti, assicurazioni, compiti ed incarichi!

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Il mio primo contratto internazionale in Svizzera

Il mio primo contratto internazionale!… anzi no, il secondo! Avevo già lavorato a Boston per MyBlend, vi ricordate? Ma qui è tutto formalissimo, rigidissimo e molto molto entusiasmante!

A Losanna come mentor in un summer camp dedicato all'imprenditoria. Condividi il Tweet

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Per tutta la settimana sono stata coach di Ginger Camp all’EPFL, il Politecnico di Losanna, in Svizzera. Ho aiutato ragazzi della mia età (15-19) a partire da un’idea per creare un prototipo e un pitch aziendale finale.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Il mio lavoro a Losanna come mentor

La prima giornata è stata dedicata al problema. Ogni gruppo ha analizzato un problema sotto diversi punti di vista, per cercare di risolverlo al meglio.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Sono uscite idee davvero interessanti e da lì siamo partiti, dopo aver scelto un problema, cercando di guardare il modo in cui viene affrontato da chi se ne sta già occupando ai vari livelli. L’obiettivo è stato quello di trovare una soluzione migliore e più originale.

Il mio primo contratto internazionale a Losanna come mentor. Condividi il Tweet

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Il giorno seguente abbiamo cominciato a parlare di soluzioni per risolvere i problemi scelti da ogni team il giorno precedente.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Ogni gruppo ha cercato la soluzione più originale per poi andare in giro a validarla, intervistando le persone del campus.

Sono uscite idee di business molto interessanti, nei campi più disparati.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

I ragazzi di ogni team si sono impegnati davvero tantissimo e hanno molto lavorato in gruppo.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Un ottimo obiettivo e una gran soddisfazione per me, considerando che questi ragazzi non si conoscevano prima e già al terzo giorno collaboravano nel migliore dei modi.

Il penultimo giorno è stata una giornata di grandi preparativi.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

La sera trascorreva fra le lezioni da preparare per il giorno dopo, un po’ di turismo a Losanna e persino in spiaggia a far eil bagno tra i cigni con gli altri insegnanti.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Gli strumenti di lavoro idonei

Al mattino ogni team ha completato il suo lean canvas con la parte relativa ai costi, alle revenue ed ai canali di distribuzione, dopo aver analizzato insieme i diversi aspetti.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Il pomeriggio è stato dedicato da ogni team alla preparazione del pitch per il giorno successivo davanti ai genitori ed agli special guest.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Hanno preparato le slide, hanno scelto come raccontare il loro prodotto per renderlo il più attraente possibile e poi si sono divisi le parti del pitch per farlo al meglio in base alle caratteristiche di ogni membro del team.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Presentazione dei prodotti

L’ultimo giorno poi ogni team ha fatto il suo pitch finale presentando il prodotto che i ragazzi hanno pensato e prototipato nel corso della settimana.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Tutti i team si sono impegnati davvero moltissimo e alla fine il team vincente è stato Fairball, una palla in grado di ricaricare il cellulare, accendere una luce e persino dotata di sensori interni che permettono alla palla di dare diverse informazioni e fare musica.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Durante la settimana poi ovviamente non è mancato il divertimento, abbiamo fatto diversi giochi e ci siamo dilettati nelle attività più disparate.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

A Losanna come mentor: esperienza più che positiva!

Un’altra esperienza al top per me è giunta al termine e mi porto a casa davvero tantissime nuove competenze acquisite, esperienze, abilità e nuove reti, storie di persone, insegnanti e ragazzi della mia età, provenienti da ogni parte d’Europa.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Il consiglio che voglio dare a voi ragazzi è osate, siate coraggiosi e determinati e arriverete dove volete…io sono riuscita a essere mentor di questo summer camp perché ho conosciuto per caso l’organizzatrice all’ETH ed era rimasta colpita da me.

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Vi ricordate come ero arrivata all’ETH? Mandando mille mail e stalkerando tutti fino ad ottenere una risposta!

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Provate anche voi! I vostri traguardi possono essere più vicini di quello che pensate!!!

A Losanna come mentor in un summer camp di imprenditoria epfl politecnico

Vi presento gli Strandbeest! Ne avete mai sentito parlare?

Avete mai sentito parlare degli Strandbeest?

Cosa sono gli Strandbeest

Gli Strandbeest sono delle creature meravigliose che sembrano venire da mondi fantastici, in realtà sono esseri creati e inventati da Theo Jansen un’artista olandese che ha deciso di dedicarsi alla creazione di sculture immense in grado di muoversi con la sola propulsione del vento.

Theo “libera” queste creature fatte di pezzi di tubi elettrici e stoffa in giro per le spiagge affinchè possano muoversi liberamente.
Ne esistono alcuni che strisciano, altri che sembrano millepiedi altri ancora che sembrano comunicare tra di loro.

Gustatevi questo video a tutto schermo sparando le casse:

Strandbeest liberi nelle spiagge

Gli Strandbeest di grandi dimensioni sono realizzati solo da Theo che organizza esibizioni in giro per tutto il mondo per stupire grandi e bambini.

Queste creature hanno un movimento molto delicato e reale e sembrano davvero delle creature fantastiche provenienti da altri mondi.

Costruire uno #strandbeest, un #robot che si muove solo con il vento Condividi il Tweet

Theo, in un TED, racconta che dà vita alle sue creature permettendogli di camminare liberamente sulle spiagge ed esplorandole grazie al vento.

Il suo sogno è quello di creare una nuova generazione di animali e in pochi anni liberarli sulle spiagge lasciandoli a sopravvivere da soli.
Theo ora sta studiando tutte le condizioni di pericolo in cui si possa trovare uno Strandbeest e sta cercando di risolverle.

Come sopravvivono gli Strandbeest?

Per evitare di finire nell’acqua alcuni hanno un ‘sensore‘ realizzato con corde e bottiglie, che gli permette di sapere quando si trovano vicino all’acqua e quindi di conseguenza cambiare direzione.

#Strandbeest liberi sulle spiagge. Guardate il fascino dei movimenti in questo video! Condividi il Tweet

Invece il problema del troppo vento che potrebbe distruggere le creature, è risolto da Theo con la dotazione di un martelletto che gli permette, da soli, di piantarsi a terra in un punto ed evitare di volare via.

Questi esseri sono alimentati solo con il vento che è il loro cibo e chissà…magari in futuro saranno presenti in tante spiagge del mondo liberi di muoversi.

corso per realizzare uno strandbeest

I miei corsi per realizzare uno Strandbeest

Nel frattempo, se volete costruirne uno piccolino per capire il funzionamento, io organizzo un corso per realizzarne uno dai 4 anni in su. C’è anche un corso per adulti!

https://valeriacagnina.tech/corsi-di-robotica-2017-2018/corsi-da-7-a-10-anni/

I miei summer camp di robotica ad Alessandria

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

I miei summer camp di robotica sono nati da una semplice richiesta di continuare i miei corsi di robotica anche d’estate, senza interromperli, e dalla voglia di poter partecipare fisicamente, da parte dei bambini a cui ho fatto i corsi su skype durante l’anno.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Summer camp di robotica ad Alessandria

I Summer camp di robotica che hanno visto come protagonisti bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni, impegnati in tante attività diverse.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Dovete sapere che proprio questo è il punto di forza dei miei summer camp, come dei corsi di robotica.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Le offerte che si trovano normalmente sono abbastanza settoriali: di robotica o di gioco o di formazione.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Le mie attività uniscono in un solo programma tutti questi aspetti diversi della formazione dei bambini, perché le persone sono tali nel loro poliedrico insieme!

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Non solo robotica

Le nostre giornate scorrevano all’Oratorio di San Michele tra laboratori creativi, sport, grandi giochi e un po’ di introspezione sulle emozioni.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Quando tornavamo, al pomeriggio, ci dedicavamo alla robotica, non solo cose da nerd, ma da maker: colla a caldo, saldatore, pezzi di plastica, motori, bastoncini e anche siringhe…

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Detto così sembra una cosa strana, in realtà i bambini hanno costruito, in una settimana, un braccio robotico e un camion motorizzato in grado di andare in giro e caricare e scaricare oggetti.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

La cosa più bella è che hanno appreso i principi della potenza idraulica giocando e divertendosi. Anche a 5 anni!

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Le nostre giornate proseguivano con giochi in piscina. Le colazioni e le cene erano fuori, al tramonto, a bordo piscina.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Dopo cena, tutte le sere si cimentavano in un grande gioco catapultandoci in un universo parallelo dove c’erano diverse sfide da risolvere con alieni, dinosauri, messaggeri, streghe, fantasmi e molto molto altro…

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Il divertimento alla luce delle torce per risolvere gli enigmi era assicurato!

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Dormire in tenda ai summer camp di robotica

Per rendere poi l’esperienza ancora più avventurosa ed entusiasmante, alla sera si dormiva in tenda tutti insieme: anche questo è stato un aspetto gradito da bambini e genitori: i bambini sperimentavano (molti per la prima volta!) l’ebbrezza di un campeggio, mamme e papà erano tranquilli perché la tenda era montata in un giardino recintato e il bagno era in casa.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Siamo stati insieme 24/24 sempre mettendo il divertimento e la felicità dei bambini al primo posto, per riuscire a rendere per ognuno, ovviamente per motivi diversi, indimenticabile la settimana passata qui.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

E’ stato bello vedere come i bambini fossero molto autonomi e collaborativi, aiutandosi tra di loro.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Si dimenticavano di chiamare a casa e non avevano mai tempo per farlo!

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Hanno seguito ogni viaggio immaginario con grande interesse e preso contatto con le loro paure (ad esempio quella del buio o quella del dormire fuori casa per la prima volta) per cercare di superarle e sono stati bravissimi!

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

I Summer camp di robotica: una grande soddisfazione!

La soddisfazione più grande per me: i messaggi ricevuti nei giorni successivi dalle mamme e dai papà e i messaggi vocali di quelli che ormai chiamo ‘i miei bambini’ che non vedevano l’ora di rifare qualche weekend in attesa della prossima estate!

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Per tanti di loro anche la presenza di Cailin, un bimbo perfettamente bilingue che ci correggeva la pronuncia insegnandoci l’inglese è stato un grande valore aggiunto.

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

Un grande obiettivo raggiunto per me e tanti nuovi progetti e – perché no? – sogni da portare avanti: la mia aula nuova a S. Michele completamente ristrutturata è quasi pronta per le attività e tantissimi nuovi corsi per ogni età, per bambini, ragazzi ed adulti a partire a settembre!

I miei summer camp di robotica ad Alessandria valeria cagnina

I miei robot a Modena: solo ragazze!

I miei robot a Modena, sì! Addirittura lì!

Si sente troppo spesso dire che i ragazzi delle superiori siano svogliati, che vogliano passare tutta l’estate a fare niente, davanti alla tv o alla play e molte altre cose.

I miei robot a Modena valeria cagnina

Io, come ben sapete, non rientro in questa categoria e sono sempre piena di energia e voglio fare e provare tutto, ma ho scoperto che non sono l’unica!

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei robot a Modena

Dopo l’esperienza in giro per il Piemonte, ecco i miei robot a Modena: ho incontrato 60 ragazze di terza e quanta superiore, provenienti da qualsiasi indirizzo scolastico, che per 4 settimane imparavano coding e creavano un videogioco.

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Erano tutte ragazze molto volenterose e con tantissima voglia di fare.

Erano contentissime che, per la prima volta da quando avevano iniziato il summer camp, venisse a raccontarsi qualcuno della loro età e che per giunta fossi una ragazza. Non è mai scontato in questo campo, anzi!

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei robot all’Università di Modena

Il tutto si svolgeva all’interno dell’Università di Modena, in aule ed edifici di stampo un po’ vecchio, dove c’era tantissimo bisogno di innovazione. Non è questo il modo perfetto per portarla?

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Appena arrivata ho cominciato a preparare tutti i miei robot e le varie strumentazioni, mentre stavo ultimando sono arrivate le ragazze.

Tutte super curiose di apprendere tutto sui diversi ‘aggeggi’ con i quali avevo riempito la cattedra universitaria.

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Secondo me non aveva mai visto così tanta tecnologia tutta insieme. Non è mai troppo tardi per fargliela vedere. ?

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Quando ho cominciato a raccontare e a far vedere i diversi robot erano tutte entusiaste. Mi hanno fatto tantissime domande di qualsiasi tipo e la cosa che più le stupiva è stata il fatto che riuscissi a fare così tante attività, completamente diverse fra di loro e tutto nelle 24 ore!

La passione è sempre il motore di tutto

La risposta è stata semplice: basta essere determinati e appassionati a quello che si sta facendo.

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei robot a Modena, ed io con loro, hanno incontrato 60 ragazze della mia età che si stanno avventurando nel mondo STEM, sono sicura che ce ne sono moltissime altre in giro per l’Italia a cui magari manca solo un piccolo stimolo!

I miei #robot all'Università di Modena tra ragazze e #STEM Condividi il Tweet

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Insegui le tue passioni e non farti fermare!

Se invece mi stai leggendo e non sai ancora quali sono le tue passioni… vai su YouTube, cerca video tutorial di qualsiasi argomento e sicuramente, prima o poi, troverai la tua passione!

Con curiosità e determinazione. E soprattutto non farti mai fermare da nessuno quando ti diranno che è impossibile!

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

Arriva l’estate ed io sbarco coi miei robot ai centri estivi del Piemonte!

La mia voglia di trasmettere la robotica ai bambini non si è fermata neppure in estate.

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

Cosa faccio ora? Semplice! Ho portato la mia frutta che suona, tramite la scheda Makey Makey, in ben due centri estivi.

#robotica, la mia passione non si ferma mai. Oggi ad #Asti grazie a @suorisa Condividi il Tweet

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

I miei robot ai centri estivi

Ad Asti c’erano più di 80 bambini di ogni età molto entusiasti e curiosi e poi a San Michele, dove ho voluto dare la possibilità anche ai bambini del paese in cui abito, di avventurarsi in questo mondo robotico ed elettronico.

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

È sempre un’emozione indescrivibile vedere i bambini stupirsi quando provano e vedono un frutto che suona, un palloncino che disegna su uno schermo o ancora di più quando vedono un robot che si muove da solo o che balla.

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

Ogni volta che mostro un robot ai bambini, prima di azionarlo, chiedo loro cosa pensano che faccia e le risposte sono delle più disparate dal semplice movimento fino a parlare o lanciare oggetti.

I #bambini restano a bocca aperta davanti ai miei #robot! Bellissima esperienza! @suorisa Condividi il Tweet

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

Dancebot ed altri robot ai centri estivi

Restano sempre estasiati da DanceBot, il robot dell’ETH di Zurigo, che balla e accende i led a ritmo di musica.

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

Ma soprattutto sono increduli quando dico loro che anche i bambini possono costruirlo e a settembre comincerò anche questi corsi.

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

I bambini ogni volta sanno stupirmi con la loro semplicità e soprattutto con la loro capacità, che spero non perderanno mai, di non seguire gli schemi degli adulti, spesso così monotoni e troppo uguali.

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

I miei robot ai centri estivi organizzati da me

Se anche voi siete bambin* o avete figli tra i sei e i 14 anni e volete sperimentare il mondo robotico ed elettronico non potete perdervi il mio centro estivo!

I miei robot ai centri estivi del Piemonte

Oltre a fare robotica facciamo anche tantissimi giochi, caccia al tesoro e dormiamo in tenda per vivere al meglio una settimana da urlo insieme, nel mese di luglio. Vi aspetto!

Vivi la tua estate tech con Valeria Cagnina

 

Il mio stand alla MakersTown di Bruxelles

Un giorno mi suona il cellulare, ricevo una chiamata in inglese nella quale viene chiesta la mia disponibilità a partecipare alla Makerstown a Bruxelles, una fiera per i makers.

stand alla makerstown di bruxelles

Alla MakersTown i makers provengono da tutta Europa

Ci scambiamo qualche mail e qualche form compilato e scopro di essere stata scelta, insieme ad altri soli 50 makers provenienti da tutta Europa, per tenere uno stand tutto mio alla Makerstown.

stand alla makerstown di bruxelles

Mi hanno trovata online un po’ per caso, sono rimasti colpiti dalla mia storia, dalla mia esperienza al MIT e soprattutto dal fatto che insegno robotica ai bambini.

I miei #corsi e le mie attività con #bambini e #ragazzi alla #makersTown di #Bruxelles grazie a @ThinkYoungTW Condividi il Tweet

stand alla makerstown di bruxelles

Figuratevi la mia felicità nell’apprendere che qualcuno mi segue persino dall’estero.

Attività coi bambini alla MakersTown

Ci siamo accordati: io avevo a disposizione uno stand per fare attività coi bambini e potevo organizzarmi come meglio credevo.

stand alla makerstown di bruxelles

Quando siamo arrivati lì ho scoperto che solo Google e Icub avevano uno stand grande come il mio. Gli altri erano tutti più piccoli!

Arriva il giorno della partenza e io e Leonardo, dopo aver parlato agli Stati Generali dell’Innovazione di Bergamo, partiamo alla volta di Bruxelles per una giornata piena, intensa e ricca di emozioni.

stand alla makerstown di bruxelles

Il mio stand alla MakersTown

Abbiamo allestito lo stand e i primi visitatori hanno cominciato ad arrivare. Anche gli adulti erano incuriositi dalla mia frutta che suonava, dai robot che ballavano, dalle rane con i led,… ma non tutti avevano voglia di “sporcarsi le mani”, sedersi lì per terra con noi e sperimentare, così hanno preferito guardarci dall’alto.

Frutta che suona e #robot che ballano alla #makerstown di #bruxelles. @ThinkYoungTW Condividi il Tweet

stand alla makerstown di bruxelles

I bambini invece erano prontissimi a giocare e divertirsi e subito si sono seduti con noi, super entusiasti e dopo aver provato tutte le nostre attività, ci chiedevano se ce ne fossero altre!

Sia i bambini più piccoli che i ragazzi della mia età erano affascinati dalla robotica che sperimentavano.

stand alla makerstown di bruxelles

Cimentarsi con l’inglese e i bambini

E’ stato bellissimo cimentarsi con le spiegazioni in inglese. La maggior parte dei bambini frequentavano scuole internazionali e provenivano da qualsiasi parte del mondo, bambini che a 8 anni parlano 4 lingue e passano da una all’altra con una naturalezza incredibile! Quante possibilità in più!

stand alla makerstown di bruxelles

Sono venuti allo stand anche diversi insegnanti che mi hanno fatto tante proposte diverse per insegnare a costruire dei robot e far sperimentare queste strumentazioni ai bambini delle loro classi.

stand alla makerstown di bruxelles

A fine giornata anche diversi adulti si erano seduti con noi per terra a provare! Vedere signore coi tacchi e uomini in giacca e cravatta dimostrare entusiasmo è stata una bella soddisfazione!

stand alla makerstown di bruxelles

Cosa c’è di più bello che poter mettere in pratica e sperimentare coi bambini le mie più grandi passioni? Vi confesso che un po’ di preoccupazione c’era… quando mi hanno parlato di numeri, la paura di non essere all’altezza, di non riuscire ad accontentare tutti, di dimenticare qualche materiale.

stand alla makerstown di bruxelles

Tanti bambini e tanti visitatori

Non è così facile organizzare una fiera e pensate che sono passati alla MakersTown più di 1500 persone!

stand alla makerstown di bruxelles

Sono arrivati anche Andrea e Luca, gli organizzatori dell’evento, mi hanno raccontato di aver cercato la mia storia e di essere rimasti colpiti dalle mille attività che già avevo fatto nonostante i miei 16 anni. Pensate che hanno già in mente mille altri progetti da propormi!

stand alla makerstown di bruxelles

Si ferma poi un ragazzo polacco di una startup, vede che utilizzo anche Ozobot con i bambini (è stato inventato in Polonia!) e dopo essere rimasto a bocca aperta davanti a tutto quello che faccio coi bambini, mi ha regalato un kit della sua strumentazione, chiedendomi di provarlo con i bambini dei miei corsi!

stand alla makerstown di bruxelles

A Makerstown ho creato tantissime connessioni, chissà quali strade mi apriranno!

Torno carichissima da questa nuova esperienza e prontissima ad affrontare nuove sfide e nuovi progetti!

stand alla makerstown di bruxelles

Ispirare i ragazzi parlando nelle scuole

Parlare ed ispirare i ragazzi della mia età a prendere in mano la loro vita ed il loro futuro è una delle cose più difficili ed al tempo stesso più entusiasmanti.

Sono stata da poco in Puglia con Leonardo, invitata da Mimmo Aprile, in una scuola Superiore in cui lui insegna, per parlare a ragazzi più o meno della nostra età.

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Imparare online gratuitamente: PowerU Digital

Esistono diversi siti e piattaforme dove si può imparare online gratuitamente quello che a noi giovani servirà nel nostro futuro soprattutto lavorativo.

Imparare online gratuitamente: PowerU

Una che secondo me traccia una panoramica generale e permette di imparare in maniera divertente e interattiva è Power U Digital di Human Age Istitute.

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