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Alla Maker Faire Roma con uno stand tutto mio

maker faire roma il mio stand

Un’avventura che ormai è per me un appuntamento fisso da diversi anni.

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Avete indovinato?

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Naturalmente la Maker Faire Roma che ogni anno diventa sempre più grande e più interessante.

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Il mio stand alla Maker Faire Roma

Quest’anno ho vissuto la Maker Faire Roma in maniera diversa non semplicemente da visitatore o da speaker come le altre volte.

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Vi ricordate che due anni fa avevo aperto l’Opening Conference nell’aula magna della Sapienza con il mio discorso sul mondo che vorrei e su come la rete crei legami e che l’anno scorso avevo animato e raccontato tutta la parte dei droni della Maker Faire Roma alla voliera?!?

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Quest’anno ho vissuto un’avventura completamente nuova, diversa e molto molto arricchente, divertente ma anche impegnativa: quest’anno infatti sono stata maker espositore.

Il mio stand alla #MFRome come maker espositore Condividi il Tweet

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Avevamo uno stand FabLab nell’area Kids della Maker Faire Roma in cui facevamo fare un sacco di diversi laboratori ai bambini a partire dei più piccoli che avevano tre anni.

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Tante scuole, bambini ed insegnanti

Il primo giorno il mattino era dedicato alle scuole e noi abbiamo cominciato con la una scheda elettronica Makey Makey che permette di far suonare la frutta e far interagire col computer qualsiasi oggetto che conduca o che abbiamo acqua all’interno.

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Tutti i bambini sono stati contentissimi e sono passati dal nostro stand davvero tantissime classi i cui insegnanti erano affascinati dal fatto che fossi così giovane a fare queste cose.

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Tutti i diversi bambini si sono messi in gioco ed erano molto incuriositi da come la frutta potesse suonare, di come una frutta normalissima, semplicemente collegata ad un filo, potesse prendere vita in maniera divertente.

Tantissimi bambini e insegnanti al mio stand alla Maker Faire Rome 2017 Condividi il Tweet

maker faire roma il mio stand valeria cagnina

Al pomeriggio è cominciata la parte vera e propria del nostro laboratorio alla Maker Faire Roma: abbiamo cominciato a far costruire gli Strandbeest.

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Sapete cosa sono?

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Ve ne avevo già parlato anche su questo blog.

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Sono dei robot che si muovono solamente con la forza del vento, nascono in kit e sono completamente assemblati direttamente dai bambini con dei pezzi ad incastro che permettono di dar vita a questi robot.

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Questi robot nella realtà sono davvero giganteschi.

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Il loro creatore è olandese e li fa anche grandi mt. 12×12 o anche di più, li libera sulle spiagge e diventano veramente delle creature che anziché mangiare il cibo mangiano il vento e si muovono solo col vento.

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L’obiettivo del loro creatore è quello di riuscire a creare una nuova generazione di creature in grado di muoversi da sole per le spiagge, senza distruggersi, con sistemi di bottiglie che immagazzinano il vento per permettere loro di muoversi anche in assenza di vento, oppure che capiscono, tramite il cambio di densità, quando sono troppo vicini al mare e devono allontanarsi, oppure riescono perfino a capire se c’è troppo vento e quindi sono in grado di picchettarsi da soli e aspettare che il vento diminuisca. Tutto senza utilizzo di motori ed energia.

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I nostri laboratori per costruire il robot a vento

Noi ovviamente abbiamo fatto costruire una miniatura, per far capire ai bambini come funziona questo meccanismo e magari chissà saranno proprio loro a costruirne di giganti.

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Dal nostro stand sono passati davvero tantissimi bambini di qualsiasi età a partire dai più piccoli che avevano 3-4 anni fino ad arrivare anche ad adulti che lo costruivano per loro.

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Pensate che l’abbiamo perfino fatto costruire a dei bambini inglesi e spagnoli che erano entusiasti e davvero molto molto svegli.

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Una cosa un po’ buffa che voglio raccontarvi è quella di una nonna che ha preso uno Strandbeest, ma non per i suoi nipoti. Lo ha chiesto già montato perché non aveva voglia di mettersi lì a montarlo e lo volevo da mettere come soprammobile in salotto.

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Tanti amici in posa con il mio Strandbeest

Durante questa fiera ho avuto modo di re-incontrare vecchi amici, ma anche di conoscere tantissime persone nuove che prima conoscevo magari soltanto sui social e adesso ho avuto l’opportunità di incontrare di persona.

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Sono in tanti ad essere passati al mio stand per la foto di rito con lo Strandbeest.

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Impossibile postarli tutti!

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Tutti coloro che passavano dal nostro stand, di qualsiasi età, erano davvero incuriositi dal nostro Strandbeest, un robot un un po’ fuori dal comune, un robot che mangia solo vento e non è alimentato da nessuna batteria.

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È stato bello vedere genitori che portavano i loro bambini e ragazzi a costruire questo robot un po’ perplessi, pensando che i loro figli non sarebbero mai riusciti a costruirne uno e vedevano i figli tornare con il loro robot finito e si stupivano delle capacità e potenzialità dei loro figli.

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Tra gli stand della Maker Faire Roma

Quest’anno la Maker Faire Roma l’ho girata poco, perché ero sempre fissa allo stand per far costruire Strandbeest a tutti i bambini curiosi, però c’erano davvero tantissime attività, laboratori e stand con robot molto particolari alcuni che non pensavo potessero esistere.

maker faire roma il mio stand valeria cagnina

Un robot che mi ha particolarmente colpito è stato un esoscheletro che poteva essere indossato e con questo potevi andare in giro per la fiera, completamente stampato in 3D ed era veramente immenso.

maker faire roma il mio stand valeria cagnina ed il ministro calenda

Pensate che mi hanno persino presentata al Ministro Calenda!

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Chissà cosa stava succedendo di così divertente con quel robot!

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Pronta per tante fiere in Italia e all’estero

Allestimento e logistica della fiera sono stai per me una nuova opportunità per cimentarmi in nuove sfide.

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Sono tantissimi gli aspetti a cui si deve pensare.

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Tuttavia questo mi ha permesso di capire meglio tante cose ed essere prontissima per i tanti eventi e le numerose fiere che mi aspettano nei prossimi mesi.

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Sono davvero tante, in italia e all’estero, le avete già viste tutte nella mia pagina dedicata ai prossimi eventi?

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Ho poi avuto modo di rilasciare tantissime interviste, sono davvero tante le persone che sono venute a cercarmi da tutta Italia sapendo dei miei laboratori.

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Pensate che dalla Sardegna sono arrivati gli amici del FabLab Sulcis con cui abbiamo in programma tantissimi appuntamenti ed eventi.

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Potrete trovarmi diverse volte in Sardegna, la prossima occasione sarà la settimana Rosa Digitale.

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Dalla Maker Faire torno con tantissime idee, sogni, obiettivi da realizzare e tantissime nuove attività da fare davvero stupefacenti seguitemi per scoprire le mie prossime pazzie!

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Speaker a Github: Constellation, l’evento italiano

speaker a github constellation evento italiano milano tag

Come sono diventata speaker a Github? Semplice. Un messaggio da una persona che non vedo da tempo, ci presenta e ci mette in contatto e conosco Pamela, Pam come le piace essere chiamata. Entro in contatto con la rete incredibile di Github, tantissime persone sparse per il mondo che scrivono codice, che programmano, che organizzano eventi,…

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Invito come speaker a Github Constellation

Pam mi scrive subito, non vuole perdere tempo e mi parla di Constellation, l’evento italiano di Github, una bella occasione per fare networking.

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E’ una persona molto particolare che non vuole semplicemente chiudersi dietro una fredda mail e così, dopo pochissimo, eccoci su Skype a parlare di noi, di quello che facciamo e soprattutto di questo incontro e di come io possa portare il mio contributo come speaker a Github.

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Cos’è Github?

Anche lei, come tanti altri, è subito colpita dalla mia storia e così facendo ci troviamo in pochi minuti a strutturare il mio intervento e a farlo in maniera un po’ particolare. Conosco abbastanza bene Github, non so se ve lo ricordate o forse non l’ho neanche mai raccontato, però è stato un grande punto di riferimento per me, mentre ero a Boston nel progetto Duckietown del MIT.

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Tutto il codice della Duckietown infatti era caricato su questa piattaforma e quindi poteva essere modificato e migliorato da persone provenienti da qualsiasi parte del mondo.

State forse pensando a cosa ci faccio io, in un’organizzazione del genere, di programmatori esperti che scrivono e modificano codice, vero?

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Espandere la rete di Ambassador della mia scuola

Ve lo spiego. Come ormai ben sapete voglio espandere la mia scuola e portare la robotica in tutta Italia, nelle realtà provinciali e chissà… magari anche all’estero, in giro per l’Europa, per poter portare la mia energia, il mio modo di fare didattica e di insegnare, la filosofia della mia scuola e soprattutto per dare la possibilità a tanti ragazzi di potersi creare un futuro diverso.

Per fare questo ho ovviamente bisogno di collaboratori, di una rete di persone che siano disposte ad aiutarmi e ad abbracciare la mia filosofia di scuola.

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Appena arrivo a Github scopro che l’aria che si respira è diversa da quella di un classico evento a cui sono abituata a partecipare, un’aria molto giovane e di respiro internazionale, tanti programmatori, un po’ nerd ma non troppo, che si mettono in gioco e che credono molto nel valore della condivisione e della collaborazione.

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Mi ha favorevolmente colpita il fatto di incontrare persone giovani fuori dalla realtà scolastica, trovarli poi in contesti tecnologici è stato il top!

Ragazzi che si impegnano a condividere e rendere migliore una comunità legata dagli stessi interessi, che hanno una passione molto forte per la quale spendono tempo e che non pensano solo a calcio o discoteca come nei peggiori stereotipi.

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Speaker a Github Constellation a Milano

Io ho raccontato la mia storia (in inglese, l’evento era internazionale) entrando con una valigia ed utilizzando oggetti rappresentativi come il mio primo robot, quello del MIT, ma anche il nastro di ritmica e la scritta che niente è impossibile. E’ stato il mio secondo speech in inglese e anche se ero stata avvisata pochissimo tempo prima, è stato per me molto divertente: ormai ci ho preso gusto!

Il mio intervento era subito dopo quello Marco Cappelletto il referente italiano di Github e l’unico italiano. Al momento vive e lavora ad Amsterdam.

speaker a github constellation evento italiano milano tag

Networking e persone interessanti a Github

Durante la cena nella parte di networking ho avuto modo di conoscere tante persone molto diverse tra loro, che lavorano in grandi aziende o che semplicemente fanno i programmatori e contribuiscono, che arrivano da ogni parte d’Europa, che utilizzano Python in maniera diversa e cercano di coinvolgere altri giovani facendo sperimentare programmazione e digital transformation.

Pensate che Marco è italiano, ma vive ad Amsterdam, la moglie è austriaca e suo figlio di 5 anni conosce 4 lingue.

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Pam invece è francese ed ha aperto l’unica scuola europea che utilizza Github per la didattica, le altre sono tutte americane.

Interessante l’intervento di Nicola Iarocci che è diventato una conoscenza reale dal virtuale.

Riccardo Iaconelli ha portato la sua esperienza all’interno del team di Diego Piacentini che si occupa della digitalizzazione dell’Italia e tra le altre persone ho conosciuto Alain Helaili che lavora a Github a S. Francisco e che mi ha offerto la possibilità di andare a visitare i loro uffici.

Certo che ad ogni evento il mio viaggio in California si preannuncia sempre più cool! Non vedo l’ora di partire!

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Alla Scuola Dante di Casale (AL) hanno apprezzato i miei robot

E’ stato bellissimo essere invitata alla Scuola Dante di Casale Monferrato (AL) dove i miei robot ed il mio intervento sono stati molto apprezzati.

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

Mi aspettavo un po’ il classico intervento in cui racconto un po’ la mia esperienza e mi fanno un po’ di domande, è stata invece un’esperienza completamente nuova e particolare. Non mi sembrava nemmeno di essere una scuola pubblica e invece la Scuola Dante lo è.

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Inaugurazione dell’aula multimediale

Non solo uno spazio coinvolgente con mille ragazzi delle medie disposti ad essere a scuola il sabato pomeriggio, accompagnati dai loro genitori che hanno preso parte con interesse all’evento, ma oltre all’auditorium centrale dove sono state fatte le presentazioni iniziali, anche tutte le aule contrassegnate da lavori  disegni di ogni genere che accoglievano i partecipanti ai diversi laboratori.

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

Alla #scuola Dante di Casale Monferrato (AL) i miei #robot tra tanti ragazzi curiosi ed interessati. Condividi il Tweet

Uno spazio realizzato a misura di ragazzo in cui l’occasione per dar vita ad un evento di grande portata è stata l’inaugurazione dell’atelier creativo e dell’aula multimediale della Scuola Dante.

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Ragazzi partecipi ed insegnanti coinvolgenti

E’ stato stupefacente vedere dei ragazzi così competenti, interessati e partecipi ai loro progetti, mettere alla prova i loro genitori che con curiosità si mettevano in gioco e testavano i componenti, imparavano le basi di Arduino grazie ad un insegnante che si è messo a spiegare come funziona un theramin, provavano Scratch, AutoCad, rendevano interattiva la grammatica attraverso dei giochi,…

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Vi assicuro che non mi sembrava proprio di essere in una scuola pubblica di una realtà relativamente piccola come Casale Monferrato.

In questo contesto così stimolante ho avuto l’onore di essere speaker e di tenere un laboratorio.

Tutti gli studenti della Scuola Dante erano stati preparati all’evento, mi conoscevano già e si erano già informati sulla mia storia e su quello che faccio online.

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Lapo, un ragazzo dei miei corsi, mi ha anche aiutato col laboratorio.

Robot e stampanti 3D a disposizione dei ragazzi

Pensate che grazie a questo bando la scuola è riuscita anche ad acquistare computer, robot e persino una stampante 3D. Motore di tutto questo sono la Dirigente ed un’insegnante, Giulia, animatore digitale, che cercano di portare in classe la tecnologia per dare nuove opportunità al passo con i tempi ai ragazzi.

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Insieme cercano di contagiare i colleghi e spingere anche i più restii ad avventurarsi nel mondo tecnologico e robotico.

E’ stato un piacere parlare con la Dirigente della Scuola Dante, così aperta alla tecnologia anche se non la comprende fino in fondo.

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

I miei laboratori consistevano in una dimostrazione di robot e nel provare la realtà aumentata, virtuale e mixata attraverso il visore nel quale si inserisce il cellulare.

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

I ragazzi potevano cimentarsi con dinosauri che comparivano nella stanza, avevano la possibilità di immergersi in mondi assurdi, potevano salire sulle montagne russe, andare nello spazio o in mezzo ai pinguini.

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

E’ stata una bellissima esperienza per me, per i ragazzi e gli insegnanti erano molto contenti. La cosa più bella dell’aver impegnato in maniera costruttiva questa giornata, con tante possibilità di sviluppi futuri.

Stay Tuned, ne sentirete parlare presto!

scuola dante casale monferrato valeria cagnina

 

Speaker al 1° Meeting Docenti Puglia

Un po’ per caso vengo aggiunta ad un gruppo Facebook uno dei tanti, questo ha come titolo ‘1° meeting docenti in Puglia’.

Mi chiedo cosa ci faccio qui, ma resto per le tante persone interessanti che, all’interno della scuola, ho conosciuto in Puglia.

1° meeting docenti puglia valeria cagnina, salvatore giuliano, piersoft

All’interno del gruppo si discute di tante cose interessanti a sfondo innovazione.

Il 1° Meeting Docenti Puglia prende forma

Un bel giorno si stabilisce la data del 1° Meeting Docenti Puglia, si aprono le call tra i docenti come relatori e, come si suol dire, ridendo e scherzando, si aprono le iscrizioni al pubblico su eventbrite anche per il mio intervento.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Ogni intervento viene confermato solo se avrà un numero minimo di iscritti. I relatori sono tanti e di alto livello, comincio a pensare che in pochi si iscriveranno al mio: ho 16 anni e in Puglia non mi conosce praticamente nessuno.

Invece in men che non si dica faccio il “tutto esaurito” al 1° Meeting Docenti Puglia.

Così eccomi qui a preparare lo speech per raccontare della mia scuola, della mia idea di education e della filosofia della mia scuola.

Arriva il grande giorno, partiamo il venerdì da Alessandria in auto e sabato mattina siamo al meeting.

Il mio intervento al #meetingdocentipuglia a Francavilla Fontana. Condividi il Tweet

Il mattino è dedicato ai dirigenti, inutile dire che Salvatore Giuliano è da sempre il mio ideale di scuola pubblica, anche se è l’unico in Italia a fare cose davvero eccezionali.

Salvatore Giuliano è uno dei sostenitori

Per chi non lo sapesse… Salvatore Giuliano è preside del Majorana di Brindisi, una scuola superiore all’avanguardia in cui vi è un concetto di scuola pubblica completamente diverso da quello di tutte le altre scuole d’Italia a cui siamo abituati. Pensate che come ultima innovazione ha portato in aula la realtà virtuale e la realtà aumentata per far imparare le materie scientifiche!

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Prima che la giornata del1° Meeting Docenti Puglia abbia inizio scambiamo due parole con lui che ci racconta di come ora si sia buttato nella realizzazione del Campus. Un vero visionario!

I ragazzi vivranno là, ne hanno già tantissimi provenienti da tutta Italia, e saranno presenti attività a 360 gradi, tutti i giorni e tutto il giorno. La scuola come ambizioso punto di riferimento per molti ragazzi.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

La scuola di Salvatore è pubblica e lui è un visionario che la sta rivoluzionando per mettere al centro i ragazzi.

Inizia il meeting e dopo diversi discorsi istituzionali è il turno di Salvatore.

Soft skill e innovazione

Racconta di Soft Skill, della capacità di lavorare in gruppo richiesta dal mondo del lavoro, dei lavori che non sono ancora stati inventati e di molto molto altro, per poi concludere dicendo che ora non servono più riforme dall’alto e non bisogna aspettarle.

La scuola ora va trasformata dal basso cambiando il ‘come’ insegnare prima ancora del cosa.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Sembra impossibile sentir dire queste cose in una scuola pubblica!

Tanti amici si re-incontrano in questa giornata e al pomeriggio arriva il mio turno!

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Il mio intervento davanti a tanti insegnanti

Racconto di quello che ho fatto, della mia scuola, di come si possa insegnare in modo diverso e faccio toccare con mano ai tanti docenti intervenuti che si erano iscritti, di come la robotica sia semplice e alla portata di tutti.

Dopo forse il primo smarrimento iniziale nel trovarsi davanti una sedicenne e forse anche un po’ di reticenza nei loro pensieri, devo dire che sono stati tutti molto attenti, erano interessati e mi hanno fatto tantissime domande. Alcuni di loro sono poi venuti apposta al mio stand alla Maker Faire a Roma per salutarmi e farmi ancora i complimenti! Una grande soddisfazione.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Spero di essere riuscita ad ispirare altri insegnanti ad avventurarsi in questo mondo.

D’altronde già il fatto che così tanti insegnanti fossero presenti al meeting organizzato dal basso ed esternamente alla scuola è sicuramente un ottimo risultato.

Un modello di confronto e discussione che vale sicuramente la pena replicare altrove.

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Che dici Piersoft (il bravissimo ideatore della giornata, se non lo conoscete sbirciate il suo sito e cercatelo in rete!), esportiamo in tutta Italia il 1° Meeting Docenti Puglia? 😉

Speaker al Primo Meeting Docenti Puglia valeria cagnina

Giochiamo con la scienza… e inauguriamo la mia aula!

Il mio evento ‘Giochiamo con la scienza‘, ideato cercando di mettere al centro bambin* e ragazz*, secondo la filosofia della mia scuola, ha riscosso un ottimo successo, sia la domenica pomeriggio quando si è svolto in occasione dell’inaugurazione della mia aula nuova, sia nei giorni successivi online e offline.

giochiamo con la scienza valeria cagnina alessandria

Ma andiamo con ordine.

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Gli ambienti sono importanti per l’apprendimento

Dei miei corsi ormai sapete tutto, delle mie passioni anche, la mia aula nuova è stata però l’occasione per far vedere anche ai genitori ed a tutti coloro che hanno partecipato, quanto gli ambienti siano importanti per un apprendimento piacevole e divertente.

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Ecco che in questa aula trovano posto moquette, tappeti e grandi cuscini, ma nessun banco.

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I colori rappresentano il mondo di bambin* e ragazz*, le scritte motivazionali sono rigorosamente in inglese (anche nel bagno) per ricordare loro continuamente che devono imparare la lingua inglese molto bene e saperla come l’italiano, oggi è assolutamente d’obbligo per qualsiasi professione.

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Tre enormi lavagne a parete, con pennarelli colorati sempre disponibili, servono per il brain storming, un grande robot luminoso ispira una delle materie principali che si svolgono qui, ma non l’unica e poi naturalmente un grande video che si utilizza per la didattica.

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A soffitto uno scorcio di cielo luminoso che a guardarlo sembra quasi catapultarci nella natura.

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Gli ambienti parlano di noi e questa aula racconta in ogni angolo la mia filosofia di scuola che cerco di spiegare in questo video.

Ma cosa è stato esattamente questo evento ‘Giochiamo con la scienza‘?

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Giochiamo con la scienza

Il racconto della giornata lo potete trovare direttamente sul blog dell’AGI dove scrivo nella sezione Millennials, che vi consiglio di leggere prima di proseguire la lettura di questo post.

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Qui vorrei invece raccontarvi di tutte le nuove idee che mi sono venute in seguito alla riuscita dell’evento e ai tantissimi contatti che ho ricevuto.

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Innanzitutto sto cercando qualcuno che mi aiuti nella zona di Alessandria, qualcuno interessato ad abbracciare la mia filosofia di scuola, che abbia la passione per l’educazione e a cui piaccia stare coi bambini.

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Poi ho tanti sogni e progetti futuri.

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Progetti futuri

I bambini ed i ragazzi delle grandi città hanno molte opportunità, sia in ambito tech e robotico, che in fatto di scuole diverse.

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Io vorrei dare l’opportunità di apprendere divertendosi anche ai bambin* e ragazz* che vivono nelle città di provincia come la mia.

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Far capire a loro ed ai loro genitori, come l’apprendimento possa essere divertente ed interessante, far toccare con mano quello che ho avuto la fortuna di imparare a Boston: che il divertimento deve sempre essere il motore di tutto.

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La passione può spingere ognuno di noi a raggiungere vette inimmaginabili.

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Ma come far scoprire ai ragazzi la passione?

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Ritengo che la strada sia una sola: educare alla curiosità, a porsi delle domande, ad esplorare nuovi campi.

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Dobbiamo cercare di far provare e sperimentare ai ragazzi quanti più campi possibili, anche quelli che non sono minimamente nelle corde dei genitori o che ritengono senza futuro.

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Ricordiamoci sempre che quasi tutti i lavori e le professioni che i bambini ed i ragazzi andranno a fare nella loro vita lavorativa, oggi non sono ancora state inventate.

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Non possiamo quindi certo essere noi ad indicare per quali strade passerà il loro lavoro.

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Possiamo solo fornire quante più skill possibili perché sappiano affrontare da soli le scelte che la vita porrà loro davanti.

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Ma possiamo trasmettere loro, a differenza di quello che troppo spesso capita oggi nel mondo del lavoro, che essere contenti e amare ciò che si fa è la chiave del successo e della soddisfazione personale.

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Fai ciò che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita!

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Coolest Projects Milano

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Coderdojo Milano è sempre stato un grande punto di riferimento per me.

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Mi ha permesso di avventurarmi nel mondo robotico e di conoscere una rete pazzesca.

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Così sabato scorso… ci sono ritornata per  un evento promosso e organizzato da Coderdojo Milano, Coolest Projects, che prevedeva le selezioni per la partecipazione all’edizione europea di Dublino 2018.

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Questa volta la mia partecipazione è stata in una veste diversa anzi… in più vesti diverse.

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A Coolest Projects sono stata giudice, speaker e anche mentor dei bambin* e ragazz* di Alessandria, della mia scuola di robotica, che erano in gara con i loro progetti.

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Una giornata incredibile per loro, per i loro genitori e per me, passata alla Fabbrica del Vapore tra mille divertimenti.

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C’era la parte centrale in cui erano posizionati i bambini con i loro progetti che partecipavano al contest di Coolest Projects con in palio, per sei di loro, la possibilità completamente spesati di andare a Dublino al Coolest Projects con altri ragazzi provenienti da tutto il mondo.

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Intorno ai progetti presentati dai bambini c’era tutta la parte di laboratori, workshop e dimostrazioni interattive in cui divertirsi, esplorare e giocare.

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Era presente anche Nao, il robot umanoide.

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La felicità più grande per me è stata quella di vedere Daniele, un ragazzino dei miei corsi di robotica, tra i 6 vincitori!

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Il suo entusiasmo era alle stelle e il mio con il suo!

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La mamma commossa fino alle lacrime.

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Un’emozione incredibile per me vedere uno dei “miei bambini” vincere un premio di questo tipo!

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Sono davvero orgogliosa di lui come di tutti gli altri studenti della mia scuola che hanno lavorato sodo e si sono messi in gioco per raccontare il loro super progetto.

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Per me una grande soddisfazione anche il fatto di vedere già, così presto, i primi risultati della mia scuola, del mio metodo di apprendimento così diverso e lontano anni luce da quello che ho sempre vissuto dalla parte di studente.

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Se pensate che la mia aula è stata inaugurata solo poche settimane fa…

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Non avrei mai sperato in un simile traguardo, ma di Daniele sono state premiate l’idea, la passione che ha trasmesso mentre spiegava il suo progetto e credo soprattutto il fatto che si vedesse molto bene che il progetto era ‘suo’: pensato, ideato, immaginato e poi adattato alla realtà!

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Sapete che ho persino imparato a cucire a Coolest Projects?

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Una tecnica particolare veniva presentata e io ne ho approfittato per fare il mantello a Turbo, la mascotte della mia scuola!

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Turbo è un robot peluche con una storia molto particolare, che prima o poi vi racconterò!

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Una giornata che mi ha arricchito davvero tantissimo da cui torno con mille idee e progetti nuovi per la mia scuola, grazie soprattutto alle persone al top che un grandioso progetto come Coderdojo riesce ad unire!

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

Ragazzi! La giornata era completamente gratuita! Non fatevi scappare queste occasioni a Milano, sono tantissime!

Coolest Projects Milano coderdojo valeria cagnina

 

JeffConf: andiamo a conoscere Serverless

jeffconf conferenza serverless milano 2017 - it

Serverless è solo un nome…noi possiamo chiamarla Jeff!

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Con questa frase inizia JeffConf, una grande conferenza sui Serverless nata a Londra e che quest’anno è stata importata in italia e a cui io ho avuto la fortuna di partecipare.

Un altro degli eventi molto interessanti a cui ultimamente sto assistendo sempre più spesso.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

JeffConf: una grande conferenza sui Serverless

Sul palco sono salite davvero persone con discorsi e messaggi molto interessanti.

Tutti i Talk ruotavano intorno ai Serverless, una tecnologia abbastanza moderna che si sta sviluppando anche in italia.

Sicuramente vi starete chiedendo cosa significhi Serverless.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Definizione di Serverless

La definizione è questa: si intende un network la cui gestione non viene incentrata su dei server, come normalmente accade, ma viene dislocata fra i vari utenti che utilizzano il network stesso, quindi il lavoro necessario di gestione del network viene eseguito dagli stessi utilizzatori.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

In questo modo non sarà possibile chiudere un intero network disattivando i soli server, ma la rete sarà attiva fin quando ci saranno persone che la utilizzeranno, un altro grande vantaggio del serverless è che gli utenti del network non vengono registrati sulla macchina server, quindi, oltre alla maggior sicurezza, abbiamo un livello di privacy superiore.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Due gli interventi a JeffConf che mi hanno colpito particolarmente.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Uno di Andrea Ulisse di Google il cui discorso ha spaziato dal Serverless, raccontando anche di come si lavora in Google e di una particolare opzione aziendale che permette a tutti i dipendenti di passare un mese occupando un’altra mansione a scelta all’interno di Google.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Un’idea molto interessante che permette di scoprire come si lavora in un’altra parte del mondo e ad un altro livello, per aprire sempre di più gli orizzonti e dare molta più creatività e mente aperta a tutti, in qualsiasi posizione.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Andrea ci ha raccontato che lui ha deciso di andare a sostituire schede madri nei server in Finlandia. Ci ha descritto come viene fatta l’analisi guasto, come si sostituisco i diversi componenti e di come ha incontrato persone profondamente diverse da lui.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

L’altro intervento che mi è rimasto impresso è stato quello di Luca Mezzalira.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Luca ha creato un’azienda che lavora solo su tecnologia Serverless con persone sparse in tutto mondo.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

La sua azienda si occupava di divulgazione di notizie sportive a dimostrazione che questa tecnologia può essere usata in mille modi diversi e soprattutto in ogni campo. Interessante la sua spiegazione di come gestisce il lavoro di centinaia e centinaia di persone contemporaneamente.

#JeffConf a Milano si è parlato di serverless Condividi il Tweet

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Una conferenza da cui arrivo a casa con tante nuove persone conosciute e con la voglia di avventurarmi un po’ in questo nuovo campo, a me sconosciuto fino a pochi giorni fa.

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Sapete come ho fatto a partecipare? Semplice! Una mail, una newsletter e la curiosità di andare a scoprire campi nuovi!

jeffconf conferenza serverless milano 2017

Massimo Temporelli ad Alessandria per parlare di Fabbriche Digitali

Industria 4.0 e Fabbriche Digitali: lunedì scorso, 25 settembre, Alessandria ha avuto l’onore di ospitare Massimo Temporelli, il creatore di The FabLab, arrivato in città per un incontro alla Fondazione Cassa di Risparmio.

L’incontro è stato molto interessante e tantissimi sono stati i temi toccati. Purtroppo, quando si parla di questi argomenti, l’affluenza – soprattutto tra i giovani – non è mai abbastanza alta!

massimo temporelli e valeria cagnina industria 4.0 fabbriche digitali alessandria

Industria 4.0 e Fabbriche Digitali

Vengono ancora considerati temi ed argomenti per gli addetti ai lavori. Non si è ancora capito che la rivoluzione che è in atto riguarda tutto e tutti, tutte le città e tutti i luoghi, non solo la Silicon Valley e nessuno può tirarsene fuori.

Il creatore di @thefablab_ è stato ad #Alessandria per parlare di #FabbricheDigitali. Unpiacere ascoltare @temporelli73 Condividi il Tweet

Massimo Temporelli ha spiegato come le rivoluzioni industriali siano una trasformazione dei processi. Il cambiamento tecnologico non è roba di oggi e non l’abbiamo scoperto noi ora. Stiamo parlando di uomo e di cose umane, non di roba da ingegneri ed addetti ai lavori.

La politica, le banche, l’economia,… devono creare le condizioni perché le rivoluzioni avvengano. Non sono le invenzioni che fanno le rivoluzioni. Pensiamo al passato: Watt inventa la macchina a vapore e tutto si trasforma?

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Una società pronta a recepire il cambiamento

No! Non è così! Ci sono dei contesti umani in cui le rivoluzioni avvengono perché c’è una società pronta a recepire il cambiamento.

Non aspettiamoci che arrivi uno ad inventare qualcosa e la rivoluzione avvenga. Andiamo a vedere dove sono gli ambienti pronti alla rivoluzione. Analizzando questi aspetti si capisce subito che non è solo un tema industriale, ma cambia tutta la società. Cambia tutto il rapporto con il mercato e con le merci ad esempio: dal progetto, alla realizzazione, al magazzino, all’acquisto, al consumo…

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Si ha una trasformazione pesante dell’esistenza e della quotidianità umana. Questo è la rivoluzione industriale.

Non è una questione tecnica, ma riguarda l’umanità e cambierà il nostro modo di esistere. Non siamo noi che cambiamo: dal punto di vista biologico, noi esseri umani siamo assolutamente uguali a quelli del 700. I cambiamenti avvengono attraverso la tecnologia.

Tecnologia e aspetto umano, inteso come ‘uomo’ sono i volani del cambiamento. Cambiamento che oggi è più veloce. Massimo ha spiegato che, mentre guidava, un sintetizzatore vocale gli leggeva il pdf del libro di Annalisa Magone che è stato presentato nel corso dell’incontro. Tutto è più veloce.

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Industria 4.0 e Fabbriche Digitali per cogliere le opportunità

Non dobbiamo pensare all’Industria 4.0 come negativa: ha tanti aspetti etici e ambientali belli. Più di quanto pensiamo, proprio per questo deve diventare uno snodo nelle scelte professionali di tutti noi.

L’Industria 4.0 ha definizioni diverse se lo chiediamo ad ingegneri o ad economisti.

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Annalisa ha parlato della condivisione di macchine costosissime, come stampanti 3D evolute in grado di stampare tantissimi metalli e leghe diverse. Il costo non può che essere condiviso, ecco una delle grandi trasformazione dei processi lavorativi. Non ci dividiamo le macchine per un nostalgico ritorno al comunismo, ma perché conviene condividere le macchine!

La fabbrica oggetto di questa rivoluzione non deve produrre il bene finché non viene ordinato. Non avrà pertanto spese di magazzino e resi e permetterà al massimo la customizzazione arrivando a permettere al cliente di coprogettare con me il prodotto finale.
Questo dovranno fare gli Artigiani Industriali e l’Italia che è maestra in questo aspetto, potrà evolvere e cavalcare l’onda proprio con quelli che storicamente sono i suoi punti di forza.

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Non basta cambiare attrezzi

Ecco allora che il ragionamento si è spostato al fatto che non basta cambiare attrezzi ed utilizzare le nuove macchine. Le macchine hanno un costo ed infinite potenzialità inespresse. Ecco che si ribalta l’eterno dilemma delle macchine e dei robot che rubano il lavoro. Qui servirà l’uomo per estrarre valore. Sono macchine complesse che necessitano di creatività, studio, design ed intuizione. Non basterà passare dalla lima alla stampante 3D!

Tutto il modello di business va rivisto ed è difficile da costruire: far funzionare le macchine è complicato. Non basterà un garzone o un operaio. Rientra il tema trasversale della formazione continua per le Professioni del Futuro. Ma quanto è difficile oggi trovare un ingegnere che voglia mettere in bolla una macchina? Questi sono i nuovi problemi che confermano il fatto che non basta cambiare attrezzi.

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In questa nuova dimensione non serve esperienza professionale, perché è una tecnologia talmente nuova che non esistono figure professionali formate e preparate che le aziende possano strapparsi una con l’altra.

Ecco perché in queste nuove realtà si preferisce personale che non conosca la tecnologia specifica applicata, perché così non ha la zavorra di un background che può essere limitante.

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La scuola rientra nelle Fabbriche Digitali

E qui entra di nuovo in ballo la scuola e ancora una volta il mondo che vivo ogni giorno ne è toccato. Come fare a cercare di trovare un po’ di equilibrio tra la scuola e il mondo del lavoro? L’istruzione non è più una questione di “addestramento”, ci deve essere lo sviluppo della creatività e del libero pensiero come motore trainante.

Come fare a rendere tali le nostre scuole? Come fare a rendere recettive le nostre realtà di tutti i giorni?

Anche qui la risposta di Massimo Temporelli è stata lapidaria e per certi versi simile a quella che mi era stata data da Pietro Guindani e Stefano Scabbio ad Human Age: parlare, diffondere, contagiare. Anche questi eventi arricchiscono dal punto di vista culturale. Anche se c’è poca gente, anche se vengono snobbati. Il lato positivo è che si comincia a parlarne.

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E’ l’unica strada per capire e far capire che nessuno può tirarsi fuori dalla rivoluzione industriale. Chi ci ha provato è sparito dalla storia. Siamo chiamati tutti alle armi e tutti connessi uno all’altro.

Commentando una slide sulle Fabbriche Digitali, Temporelli ha affermato che la rivoluzione non è un elenco a punti, ma un ecosistema complicato connesso. Non complicato ma complesso, perchè l’innovazione è una questione di apertura.

Oggi abbiamo una realtà che è costituita da poco progetto e troppo maker senza progettazione. Per trasformarlo in business bisogna lavorare con le aziende alla progettazione e al design prima che al maker e al fare.

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La trasformazione del nostro Paese

Le aziende per tanti motivi, economici e culturali, oggi non fanno ricerca e sviluppo. I FabLab possono diventare i luoghi in cui si fa questo in sinergia. Non per costruire le stesse cose di prima con tecniche diverse che è un po’ quello che oggi accade, ma per costruire cose diverse con tecniche diverse.

I FabLab sono luoghi molto sviluppati in Italia perché hanno a che fare con la natura stessa e le inclinazioni della nostra nazione.

Oggi la rivoluzione è contemporanea a tutti i paesi, non come la prima rivoluzione che da noi è arrivata cento anni dopo.

Solo se il nostro paese saprà cogliere questa opportunità di Fabbriche Digitali e trasformarsi non farà da call center esterno ma sarà cuore del cambiamento!

massimo temporelli e valeria cagnina industria 4.0 fabbriche digitali alessandria

Update del 5 ottobre

La Fondazione Cassa di Risparmio, in un comunicato che potete leggere sia su Radio Gold che su AlessandriaNews, sospende gli incontri. In questo video il mio punto di vista e un invito a tutti gli alessandrini. Buona visione!

Un caffè con… Stefano Scabbio incontra Pietro Guindani

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute.

Una mattinata passata a Milano ad imparare ascoltando persone che hanno davvero molto da dire.

L’evento è organizzato da Human Age Institute, la fondazione di ManPower Group, di cui sono Talent Ambassador.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Pietro Guindani incontra Stefano Scabbio

Appena arrivata ho avuto modo di conoscere ed essere presentata a tante persone diverse, tra cui l’ospite della mattinata. Figuratevi il mio stupore quando mi ha detto che si ricordava di me per avermi sentito parlare a Venaria all’Italian Digital Day, quando avevo raccontato del mondo che vorrei e dei legami che la rete crea. Era rimasto molto stupito da me e dal mio intervento. Che onore!

Pietro Guindani è una persona molto interessante e ha dato infiniti spunti su cui riflettere. Impossibile elencarli tutti, ma provo ad inserirne qualcuno tra quelli che più mi hanno colpito, anche se estrapolati dal contesto e dalla discussione non possono certo avere lo stesso significato.

Diciamo che li ho elencati qui per due motivi principali: il primo è una sorta di memo per me e il secondo è per far venire voglia a qualche ragazz* che legge, di uscire dai propri ambienti e dalla propria zona di comfort e andare a curiosare nel mondo del lavoro.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Azienda, Tecnologia e mercati

Per riuscire a far evolvere un’azienda bisogna essere umili e mettersi in gioco per imparare, anche dai più giovani. E non è così scontato.

Pietro Guindani è convinto che la potenza della tecnologia provochi un entusiasmo senza limite, perché ormai il limite è solo la nostra capacità di avere idee, trasformarle ed applicarle. Viviamo in un mondo dove le barriere cadono e la smaterializzazione rende in qualche modo l’uomo onnisciente.

Dobbiamo vivere con ottimismo la tecnologia e comunicarla come tale.

La mobilità dà un potere straordinario al consumatore e guida i successi dell’azienda, ad esempio con le recensioni. Solo l’attenzione maniacale verso il cliente può essere vincente in un mondo in cui quello che era il mercato adiacente visto come sbocco, diventa oggi quello che pressa e conquista fette di mercato.

Le aziende oggi devono essere sistemi aperti. Se si vuole essere soddisfacenti per il cliente si deve essere ricchi all’interno di diversità culturali. Nessuna cultura omologante. Altrimenti in un attimo si viene sostituiti da organizzazioni più aperte.

L’attenzione al cliente si riassume in una marca che dà l’idea del Brand.

Focalizzando l’importanza del dato, dei big data si è visto come oggi il dato è l’unità elementare.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Leadership

La leadership è un argomento importante per Pietro Guindani. Il leader oggi deve essere un leader di competenze. Non esiste più il vecchio potere di comando e controllo. Avere un’idea e trasferirla, motivare le persone a realizzarla dando il meglio. Essere misurati ogni giorno dagli azionisti e lasciar lavorare gli altri è la tensione dei leader. L’azionista spesso arriva prima ed è più avanti degli altri perché è toccato nel portafogli.

Ci sono poi aspetti trasversali come il fatto che la tecnologia mette in crisi il legislatore perché abbatte le frontiere.

Il leader deve avere un atteggiamento di ascolto verso le persone che portano skill diverse e creare ambienti di lavoro che permettano a queste energie di liberarsi.

Guardare ogni fase della gestione della persone ed incarnare la propensione al cambiamento: flexibikity e agility devono essere le parole d’ordine in qualunque realtà.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Recruiting

Il recruiting oggi è a due vie: non è più solo un ‘io azienda scelgo il candidato’.

Oggi le persone sanno di noi aziende, più di quanto sappiamo di noi stessi, perché raccolgono feedback infiniti nelle rete sociali.

L’intelligenza sociale permette ai più bravi di sapere tutto e quindi hanno maggiori possibilità di scelta. I più bravi scelgono. Quindi le aziende devono creare un grande bacino di recruiting ed essere attrattive. Le tante posizioni aperte ogni anno passano dalla misurazione quantitativa dei comportamenti delle persone tramite strumenti digitali di testing. Il colloquio non è più il punto di partenza.

Si trasforma il mondo del lavoro e ogni azienda deve tendere ad una trasformazione continua dei propri talenti, formandoli costantemente, per avere la forza di restare sul mercato. E’ un re-skilling continuo perché non sappiamo quali saranno le skill utili domani.

Questo aspetto del continuos learning è la grande differenza rispetto al mondo di ieri. Devi però poi permettere a colui che studia di mettere in pratica quello che ha studiato e dare valore all’azienda.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Scuola

Il problema della scuola è un problema molto sentito dalle Aziende. Si è cercato di analizzare le ‘colpe’ dal punto di vista delle aziende, identificate nel fatto che troppo spesso lasciano a margine e non si occupano di questo aspetto.

Avete già visto il video sulla mia idea di scuola?

PIetro Guindani e Stefano Scabbio hanno parlato di quanto la scuola sia scollata dal mondo aziendale e di quanto sia necessario un cambio radicale dell’educazione fin dai bambini più piccoli. Il problema poi è soprattutto alle superiori, quando i gradi di libertà degli studenti sono ancora pochi.

Nella scuola oggi, in generale, non ci sono messaggi di opportunità. Ci vorranno almeno 10-15 anni per avere un sistema educativo concorrenziale ed adeguato.

La mia domanda è stata: se foste oggi manager della scuola, non di una scuola di Milano, ma di una piccola scuola normale di provincia dove il 50% dei termini utilizzati qui questa mattina non vengono neppure capiti. Cosa fareste?

Sicuramente, parlare, parlare, parlare. Spiegare ed avere fiducia nella propria capacità di convincimento. Non c’è nessuna alternativa al contagio. Si sposa una causa, si ha una visione e si coglie l’opportunità.

La digitalizzazione è un fuoco acceso sotto la società. Non ci può essere obbedienza ma solo adesione per via della passione. Le reti si sviluppano sotto terra come l’aratro che lavora sotto terra. Forse a volte non parliamo abbastanza con entusiasmo del mondo delle tecnologie.

Mostrerei storie di successo, che farcela è possibile, diminuirei il gap scuola azienda e selezionerei gli insegnanti. Qualcuno resterà indietro. E’ sempre stato così nelle grandi rivoluzioni. E’ inevitabile. Ma andranno avanti i migliori ed i più motivati.

Coloro che difendono il ruolo lo perderanno perché verranno travolti dal cambiamento. Il cambiamento va iniettato poco alla volta, anche ai vertici.

Una risposta molto drastica ma secondo me efficace. La scuola ha bisogno di una svolta!

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Sogno, realtà ed etica

Molto bella la frase di attaccare l’aratro ad una stella. Il senso è quello di coniugare realtà e sogno.

C’è un concetto di moralità, generosità ed altruismo che deve essere sempre portato nella propria performance aziendale, lavorativa e di vita.

Noi dobbiamo essere capaci di un livello di educazione superiore alla media a 360 gradi. Questa, e solo questa, sarà la chiave vincente per i giovani.

Stefano Scabbio ha incontrato Pietro Guindani al Talent Talk di Human Age Institute Valeria Cagnina

Il mio Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria

Una mail, una delle tante, con scritto ‘Ti vorremmo premiare come Tecnovisionaria’.

Cerco online e scopro che è un premio fantastico che ha ricevuto persino Samantah Cristoforetti. Figuratevi il mio stupore!

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Il mio Premio al Festival Internazionale della Robotica

Tecnovisionarie è un premio che viene attribuito ogni anno a persone che nella loro attività professionale hanno testimoniato di possedere visione, privilegiando l’impatto sociale, la trasparenza nei comportamenti e l’etica.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Cosi mercoledì scorso, esco da scuola e vado a Pisa! È la nostra serata di premiazione!

La location è splendida.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Si comincia con un breafing tra noi 7 premiate e ho la possibilità di conoscere persone con storie molto interessanti, grandi donne che stanno cambiando il mondo!

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Grandi donne che cambiano il mondo

Mi hanno colpito particolarmente due storie.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Quella di Paola Ricciardi Castagnoli una donna scienziata che ha passato la sua vita all’estero per poi ora tornare e portare valore in Italia cercando di creare le condizioni accattivanti per cui i cervelli in fuga possano rientrare!

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

La storia che più mi ha colpito è stata quella di Amy Kerdok.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Una ragazza californiana che ha progettato un robot medico che opera con più bracci per fare interventi meno invasivi possibili.

Ci siamo conosciute, mi ha raccontato la sua storia e io gli ho raccontato la mia e… indovinate un po’? Mi ha invitato in California a vedere la sua azienda con tutti i robot anche molto più sviluppati di quello che ha portato qui in Italia.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Appuntamento obbligato del mio prossimo viaggio in California a dicembre!

Ma torniamo al Premio al Festival Internazionale della Robotica come Tecnovisionaria.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Tecnovisionaria: menzione speciale per la robotica educativa

Il mio era una menzione speciale per la robotica educativa.

Assegnato per la mia determinazione, coraggio e voglia di fare e per come insegno la robotica a bambini e ragazzi.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

Nelle motivazioni si legge: ha saputo superare i limiti della propria giovanissima età e costruire, nel senso più concreto del termine, la propria personale visione di futuro’.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

È stato per me un vero onore ricevere questo premio, una bellissima serata, tante connessioni e… un po’ di freschezza tra professori universitari e rettori delle università.

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

La scuola che sogno

La scuola che sogno io e che un po’ cerco di attuare con i miei corsi di robotica, è riuscita a contaminare un po’ anche a Pisa!

Premio al Festival Internazionale della Robotica di Pisa come Tecnovisionaria Valeria Cagnina

I miei robot a Modena: solo ragazze!

I miei robot a Modena, sì! Addirittura lì!

Si sente troppo spesso dire che i ragazzi delle superiori siano svogliati, che vogliano passare tutta l’estate a fare niente, davanti alla tv o alla play e molte altre cose.

I miei robot a Modena valeria cagnina

Io, come ben sapete, non rientro in questa categoria e sono sempre piena di energia e voglio fare e provare tutto, ma ho scoperto che non sono l’unica!

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei robot a Modena

Dopo l’esperienza in giro per il Piemonte, ecco i miei robot a Modena: ho incontrato 60 ragazze di terza e quanta superiore, provenienti da qualsiasi indirizzo scolastico, che per 4 settimane imparavano coding e creavano un videogioco.

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Erano tutte ragazze molto volenterose e con tantissima voglia di fare.

Erano contentissime che, per la prima volta da quando avevano iniziato il summer camp, venisse a raccontarsi qualcuno della loro età e che per giunta fossi una ragazza. Non è mai scontato in questo campo, anzi!

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei robot all’Università di Modena

Il tutto si svolgeva all’interno dell’Università di Modena, in aule ed edifici di stampo un po’ vecchio, dove c’era tantissimo bisogno di innovazione. Non è questo il modo perfetto per portarla?

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Appena arrivata ho cominciato a preparare tutti i miei robot e le varie strumentazioni, mentre stavo ultimando sono arrivate le ragazze.

Tutte super curiose di apprendere tutto sui diversi ‘aggeggi’ con i quali avevo riempito la cattedra universitaria.

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Secondo me non aveva mai visto così tanta tecnologia tutta insieme. Non è mai troppo tardi per fargliela vedere. ?

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Quando ho cominciato a raccontare e a far vedere i diversi robot erano tutte entusiaste. Mi hanno fatto tantissime domande di qualsiasi tipo e la cosa che più le stupiva è stata il fatto che riuscissi a fare così tante attività, completamente diverse fra di loro e tutto nelle 24 ore!

La passione è sempre il motore di tutto

La risposta è stata semplice: basta essere determinati e appassionati a quello che si sta facendo.

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei robot a Modena, ed io con loro, hanno incontrato 60 ragazze della mia età che si stanno avventurando nel mondo STEM, sono sicura che ce ne sono moltissime altre in giro per l’Italia a cui magari manca solo un piccolo stimolo!

I miei #robot all'Università di Modena tra ragazze e #STEM Condividi il Tweet

I miei robot a Modena valeria cagnina università

Insegui le tue passioni e non farti fermare!

Se invece mi stai leggendo e non sai ancora quali sono le tue passioni… vai su YouTube, cerca video tutorial di qualsiasi argomento e sicuramente, prima o poi, troverai la tua passione!

Con curiosità e determinazione. E soprattutto non farti mai fermare da nessuno quando ti diranno che è impossibile!

I miei robot a Modena valeria cagnina università

I miei droni a Bruxelles al summer camp della Boeing

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

I miei droni al summer camp della Boeing

Un giorno ricevo una telefonata mentre sono impegnata ad un hackathon…non riesco a rispondere e mi arriva un messaggio che mi dice: vorresti venire a Bruxelles a fare una dimostrazione con dei droni comandati tramite coding al Summer Camp della Boeing? Uauuuu!

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Richiamo per saperne di più e mi dicono che volevano proprio me a Bruxelles per far vedere un drone programmato tramite coding a dei bambini che partecipavano ad un summer camp della Boeing. La Boeing era lo sponsor principale!

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Sono al settimo cielo! Non ci posso credere che ThinkYoung abbia di nuova scelto me per delle loro attività e questa volta nella loro summer coding school!

I miei #droni al summer camp della @BoeingEurope ‏a #Bruxelles Condividi il Tweet

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Non so se vi ricordate del mio stand alla Makerstown di cui vi avevo già parlato?

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Identificare il drone giusto per i ragazzi

Ero al settimo cielo, ma dovevo procurarmi il drone. Non faccio in tempo a comprarlo online in quanto i tempi sono strettissimi, così – una volta identificato il modello giusto – cerco in Alessandria, poi a Milano, fino a quando… eccolo nelle mie mani!

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Ora sono davvero pronta per partire per il summer camp della Boeing come mentor! Il volo è nel pomeriggio dopo un evento a Bergamo già fissato.

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Arriviamo la domenica, la summer school è il lunedì e così abbiamo un’intera giornata libera a Bruxelles che decidiamo di passare a Sortilege, un bosco magico tra maghi e streghe, ed al Parlamentarium per scoprire di più sulla storia dell’Unione Europea.

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Arrivando al summer camp della Boeing mi fanno vedere i lavori delle due aule. In tutto c’erano 70 ragazzi dai 10 ai 16 anni.

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Ragazzi entusiasti che si mettono in gioco

Arriva il mio momento. Faccio vedere loro come funziona il drone, glielo faccio provare e sono davvero tutti rimasti entusiasti!

#ragazzi entusiasti si cimentano con i miei #droni programmabili al #summercamp della @BoeingEurope ‏ Condividi il Tweet

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Durante il pranzo nella hall più grande l’ho anche fatto passare dentro ad un cerchio e sopra e sotto dei fili.

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Tutti ne erano contentissimi e i ragazzi volevano provare e prendevano appunti!

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Il pomeriggio scorre poi con i ragazzi aiutandoli con CSS e HTML.

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

Torno da Bruxelles super carica e con ancora più energia e spunti, con tante idee per riuscire a fare sempre meglio le attività con i bambini!

summer camp della Boeing bruxelles droni mentor

I Millennials alla Class Digital Week

I Millennials sono un tema di cui si sente parlare tantissimo, tutti dicono la loro in modo più o meno positivo, ma quanto davvero si conoscono nello specifico questi Millennials?

millennials alla class digital week milano

Chi sono i Millennials?

Partiamo dalla definizione, sono per lo più gli adulti a parlare in questi termini che non noi ragazzi, ed identificano i ragazzi nati dal 1980 al 2000, caratterizzati da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali.

Alla Class Digital Week di Milano, il dottor Domenico Ioppolo, ha organizzato e moderato un panel dedicato proprio a noi Millennials e mi ha invitata a rappresentare questa fascia d’età anche se di fatto… io sono nata nel 2001, quindi non appartengo ancora proprio ai Millennials!

millennials alla class digital week milano

I Millennials alla Class Digital Week di Milano

Hanno parlato professori universitari di scuola pubbliche e private che hanno portato le loro visioni molto diverse su questa generazione.

C’era una la Professoressa Digilio dell’Università di Siena ed il Professor Lucisano della Sapienza, che hanno analizzato i giovani con cui loro si interfacciano in un modo abbastanza negativo, sostenendo che i giovani non ambiscono a trovare lavori che li soddisfino, ma semplicemente a trovare un lavoro, anche umile, e che per questo cambiano mille lavori l’anno.

Invece Elena Sacco, la Direttrice dello IED ha sostenuto completamente il contrario portando la sua esperienza, presentando una generazione di giovani multietnica, ricca di voglia di fare e che vuole trovare il lavoro che più l’appassiona, basandosi sulle proprie capacità e cercando di migliorarle sempre per arrivare dove vuole.

millennials alla class digital week milano

Il mio intervento come Millennials

Personalmente da quasi Millennials e conoscendo questa generazione, ho un’idea simile a quella di Elena e mi identifico molto nelle sue parole, perché, anche se i nostri valori sono diversi dalle precedenti generazioni, le nostre ambizioni sono molto alte, con passioni fortissime che ci spingono.

Il mio intervento come #Millennials alla Class Digital Week di #Milano Condividi il Tweet

Io ho raccontato la mia storia, ho fatto vedere il mio robot che balla dell’ETH e ho cercato di trasmettere energia e voglia di fare.

A parlare con me c’era anche un altro Millennials di 23 anni, Valerio Scarponi, un ragazzo che è riuscito a entrare nella RDS Academy e a vincere l’unico posto disponibile come speaker radiofonico.

millennials alla class digital week milano

Generazione Millennials: volere è potere!

Lui è la chiara dimostrazione che volere è potere e che la determinazione, l’impegno e la voglia di fare portano a raggiungere e propri obiettivi e sono l’elemento fondamentale per raggiungere qualsiasi traguardo.

Generazione #Millennials: volere è potere! #classdigitalweek #Milano #CDEW2017 Condividi il Tweet

Quindi a tutti i ragazzi che leggono questo post consiglio, se vi manca un po’ di coraggio per cimentarvi in quello che più vi piace, cercate le storie di chi ce l’ha fatta! Non sentendovi soli sarete più decisi e convinti ad osare e buttarvi in una nuova avventura.

Ragazzi non fatevi fermare da nessuno!!!

millennials alla class digital week milano

Mentor all’hackathon di Manpower

L’hackathon di Manpower quest’anno aveva due grandi sfide.

Come già sapete sono Talent Ambassador di Human Age Institute e partecipo a numerosi eventi molto interessanti organizzati da questa fondazione.

hackathon di manpower a milano

Hackathon di Manpower

L’ultimo in ordine temporale è stato qualche tempo fa quando, devo ammettere con mio grande stupore, sono stata chiamata per l’hackathon organizzato insieme a Tree, una startup innovativa.

Perché lo stupore? Perché l’invito che mi è stato rivolto non era come partecipante, ma addirittura come mentor.

La mia esperienza come #mentor all' #hackathon di @ManpowerGroupIT organizzato da @HumanAgeInsIT. @StefanoScabbio @aperdichizzi Condividi il Tweet

Invitata come mentor all’hackathon di Manpower

Ho subito accettato con entusiasmo, anche se all’inizio non sapevo bene quale fosse il mio compito. Appena arrivata mi hanno subito spiegato le cose fondamentali che dovevo sapere.

C’erano due tipi di mentor: quelli di Tree e quelli invece di altre organizzazioni.

Dopo una breve introduzione fatta da un mentor Tree, l’organizzazione del team “Shilder” è stata lasciata nelle mie mani.

hackathon di manpower a milano il team al lavoro

Il Team Shilder al lavoro

Devo dirvi che nel fare il mentor (era la mia prima volta che lo facevo in un Hackathon) mi hanno aiutato moltissimo le soft skill che ho imparato nelle due jam di design thinking a cui ho partecipato a Lubiana e Monaco e di cui già vi avevo parlato.

Le sfide da risolvere erano due: una riguardava l’Aging e l’altra lo Smart Working.

Il mio team doveva cimentarsi nell’aging. Siamo partiti dall’analisi dei problemi, ne abbiamo selezionati due per arrivare a trovare delle soluzioni che fossero fattibili.

A metà giornata abbiamo proposto la selezione dei nostri due problemi con relative soluzioni ai challenger per avere il loro feedback e sapere su quale delle due soluzioni fosse meglio concentrarci secondo loro.

I challenger, cioè quelli che hanno proposto le sfide, erano una di SEA (l’azienda che gestisce gli aereoporti di Malpensa e Linate) e l’altro di un’azienda farmaceutica.

hackathon di manpower a milano

Focalizzare le soluzioni all’hackathon di Manpower

Il pomeriggio era dedicato a rendere più dettagliata la nostra idea e a prepararci per lo speach finale che doveva durare massimo 3 minuti e avere delle slide con un format particolare. Anche su questo sono stata agevolata parecchio dai miei tantissimi interventi in pubblico.

Il team di cui ero mentor era composto da persone davvero volenterose, piene di energia, voglia di mettersi in gioco, di qualsiasi età e con diversi background.

Tutto questo ha creato un mix perfetto che ha permesso di collaborare nel migliore dei modi, tirando fuori il massimo da tutti.

Premiazione all’hackathon di Manpower

Alla fine, come in tutti gli hackathon, c’è stata la premiazione, con una giuria che valutava ogni idea in base a tre parametri diversi. Io un po’ speravo di vincere, ma non ci contavo troppo, visto che era la mia prima volta come mentor.

hackathon di manpower a milano il mio team ha vinto

Abbiamo vinto!

Figuratevi la mia contentezza quando il mio team è stato chiamato sul palco! Abbiamo vinto!!!

Il mio #team vince l' #hackathon di @ManpowerGroupIT @StefanoScabbio @HumanAgeInsIT @aperdichizzi Condividi il Tweet

Una felicità immensa, ero contentissima! Non mi sembrava vero di essere riuscita a raggiungere un traguardo del genere.

Ma la serata ha riservato ancora altre sorprese, quando ci è stato comunicato il premio ricevuto.

Un corso sulle soft skill, ma soprattutto un periodo di mentoring in azienda per migliorare la nostra idea a Tree.

In realtà il premio doveva essere solo dei partecipanti e non anche mio, in quanto mentor, ma – vista la mia posizione sempre un po’ particolare per via dell’età – con mia grande felicità, il team ha voluto anche me a bordo perché ‘ero proprio una brava mentor’ e gli organizzatori hanno accettato!

Non vedo l’ora di iniziare questo percorso di mentoring, entrare nelle Aziende è sempre il modo migliore per imparare sul campo!

hackathon di manpower a milano il mio team ha vinto

Il mio stand alla MakersTown di Bruxelles

Un giorno mi suona il cellulare, ricevo una chiamata in inglese nella quale viene chiesta la mia disponibilità a partecipare alla Makerstown a Bruxelles, una fiera per i makers.

stand alla makerstown di bruxelles

Alla MakersTown i makers provengono da tutta Europa

Ci scambiamo qualche mail e qualche form compilato e scopro di essere stata scelta, insieme ad altri soli 50 makers provenienti da tutta Europa, per tenere uno stand tutto mio alla Makerstown.

stand alla makerstown di bruxelles

Mi hanno trovata online un po’ per caso, sono rimasti colpiti dalla mia storia, dalla mia esperienza al MIT e soprattutto dal fatto che insegno robotica ai bambini.

I miei #corsi e le mie attività con #bambini e #ragazzi alla #makersTown di #Bruxelles grazie a @ThinkYoungTW Condividi il Tweet

stand alla makerstown di bruxelles

Figuratevi la mia felicità nell’apprendere che qualcuno mi segue persino dall’estero.

Attività coi bambini alla MakersTown

Ci siamo accordati: io avevo a disposizione uno stand per fare attività coi bambini e potevo organizzarmi come meglio credevo.

stand alla makerstown di bruxelles

Quando siamo arrivati lì ho scoperto che solo Google e Icub avevano uno stand grande come il mio. Gli altri erano tutti più piccoli!

Arriva il giorno della partenza e io e Leonardo, dopo aver parlato agli Stati Generali dell’Innovazione di Bergamo, partiamo alla volta di Bruxelles per una giornata piena, intensa e ricca di emozioni.

stand alla makerstown di bruxelles

Il mio stand alla MakersTown

Abbiamo allestito lo stand e i primi visitatori hanno cominciato ad arrivare. Anche gli adulti erano incuriositi dalla mia frutta che suonava, dai robot che ballavano, dalle rane con i led,… ma non tutti avevano voglia di “sporcarsi le mani”, sedersi lì per terra con noi e sperimentare, così hanno preferito guardarci dall’alto.

Frutta che suona e #robot che ballano alla #makerstown di #bruxelles. @ThinkYoungTW Condividi il Tweet

stand alla makerstown di bruxelles

I bambini invece erano prontissimi a giocare e divertirsi e subito si sono seduti con noi, super entusiasti e dopo aver provato tutte le nostre attività, ci chiedevano se ce ne fossero altre!

Sia i bambini più piccoli che i ragazzi della mia età erano affascinati dalla robotica che sperimentavano.

stand alla makerstown di bruxelles

Cimentarsi con l’inglese e i bambini

E’ stato bellissimo cimentarsi con le spiegazioni in inglese. La maggior parte dei bambini frequentavano scuole internazionali e provenivano da qualsiasi parte del mondo, bambini che a 8 anni parlano 4 lingue e passano da una all’altra con una naturalezza incredibile! Quante possibilità in più!

stand alla makerstown di bruxelles

Sono venuti allo stand anche diversi insegnanti che mi hanno fatto tante proposte diverse per insegnare a costruire dei robot e far sperimentare queste strumentazioni ai bambini delle loro classi.

stand alla makerstown di bruxelles

A fine giornata anche diversi adulti si erano seduti con noi per terra a provare! Vedere signore coi tacchi e uomini in giacca e cravatta dimostrare entusiasmo è stata una bella soddisfazione!

stand alla makerstown di bruxelles

Cosa c’è di più bello che poter mettere in pratica e sperimentare coi bambini le mie più grandi passioni? Vi confesso che un po’ di preoccupazione c’era… quando mi hanno parlato di numeri, la paura di non essere all’altezza, di non riuscire ad accontentare tutti, di dimenticare qualche materiale.

stand alla makerstown di bruxelles

Tanti bambini e tanti visitatori

Non è così facile organizzare una fiera e pensate che sono passati alla MakersTown più di 1500 persone!

stand alla makerstown di bruxelles

Sono arrivati anche Andrea e Luca, gli organizzatori dell’evento, mi hanno raccontato di aver cercato la mia storia e di essere rimasti colpiti dalle mille attività che già avevo fatto nonostante i miei 16 anni. Pensate che hanno già in mente mille altri progetti da propormi!

stand alla makerstown di bruxelles

Si ferma poi un ragazzo polacco di una startup, vede che utilizzo anche Ozobot con i bambini (è stato inventato in Polonia!) e dopo essere rimasto a bocca aperta davanti a tutto quello che faccio coi bambini, mi ha regalato un kit della sua strumentazione, chiedendomi di provarlo con i bambini dei miei corsi!

stand alla makerstown di bruxelles

A Makerstown ho creato tantissime connessioni, chissà quali strade mi apriranno!

Torno carichissima da questa nuova esperienza e prontissima ad affrontare nuove sfide e nuovi progetti!

stand alla makerstown di bruxelles